Troppo difficile dire che non è successo niente

Era scontato che se, le cose fossero andate male alle elezioni regionali dell’Umbria per i partiti della “nuova maggioranza” giallorossa, questi partiti, Conte, il Governo si sarebbero fatti in quattro per dichiarare che non era successo niente.
Ci hanno provato. Ci ha provato proprio Di Maio, quello che ha preso la botta più brutta.
Anche se siamo abituati a tutto ed a tutto sono abituati i giornalisti ed i mezzibusti televisivi varii, quelli che non contrastano mai le tesi di chi ha il potere ed ha in mano i cordoni della borsa, le cose sono andate però oltre le previsioni, in modo da far sentire come ridicolo qualsiasi tentativo di minimizzare la sconfitta.
I Cinquestelle escono “asfaltati” dalle prove della prima uscita elettorale della “nuova alleanza”. Quella che doveva passare per l’alba di un’era nuova è risultata una brutta buca in cui i rottami si scontrano fra loro.
Anche Renzi che aveva scommesso su una brutta riuscita di un’operazione politica di cui proprio lui poteva e doveva considerarsi l’ideatore, con la prospettiva di sguazzarci dentro tortuosamente e con manovre degne di lui, si è trovato di fronte un disastro tale che mette anche lui al margine.
Le grida di “non è successo niente” escono strozzate dalle gole più impudenti. Anche se la trappola della riforma costituzionale del “taglio” dei Parlamentari, assicura un certo margine di sicurezza rispetto alla naturale soluzione di una crisi simile, cioè lo scioglimento delle Camere, Renzi è riuscito solo a fare agli occhi di tutti la parte dei topi che saltano fuori dalla nave che affonda.
Vedremo nei prossimi giorni come una così brutta apertura si rifletterà sulle prevedibili ed inevitabili contese tra i c.d. alleati.
Intanto sembra già che tutti si stiano facendo in quattro per salvare almeno la pelle.
Si combatte già per un posto sull’ultima scialuppa, per l’ultimo salvagente.
Ed i vincitori? Salvini, oltre a vincere, ha cancellato la batosta della trappola in cui aveva messo il piede. Oggi può dire che tutto quanto lo aveva previsto e voluto. Si vedrà come se la caverà, come se la caveranno la Meloni e Berlusconi con il Presidente Mattarella. Che ha delle responsabilità difficili da dimenticare per diversi aspetti della questione.
Certo è che le Camere torneranno a riunirsi in una delle più difficili situazioni, con una maggioranza mortificata e sul punto di sgretolarsi.
Intanto chi ha detto che “non è successo niente” dovrebbe mettersi dietro la lavagna con delle grosse orecchie d’asino.
Non ci sarà tuttavia da ridere. Non c’è chi sappia approfittare di questa sconfitta di chi se la è meritata.