Di Maio? Non è successo niente

Peggio del peggio prevedibile. Cinque Stelle “asfaltati” (come ha titolato “Il Giornale”). Ma per lui, per la persona che si era presentata come oggetto della scommessa per Di Maio, responsabile di quella nuova formula che è stata il fulcro della polemica della campagna elettorale in Umbria, proprio per Di Maio non è successo niente. Problema di coordinamento, di malfunzionamento delle macchine, ma niente di preoccupante nella sostanza, nella formula, che invece è l’oggetto primario del catastrofico esito.
La vera “novità” di queste elezioni regionali è l’impudenza con la quale gli impudenti hanno superato sé stessi.
C’è una questione, da noi prevista per la quale avevamo lanciato il nostro sia pur tracotante grido di allarme. L’arroganza di Di Maio è l’effetto di tale questione.
Con la sciagurata riforma (si fa per dire) costituzionale della riduzione del numero dei parlamentari, senza che vi sia una legge elettorale adattabile a tale diversa composizione delle Camere da eleggere, Di Maio si sente al sicuro da uno scioglimento delle Camere stesse, non essendovi in Parlamento, salvo imprevedibili eventi, un’altra maggioranza per un governo diverso.
Parassita di una sciagurata crisi costituzionale, di cui nessuno (noi siamo “nessuno”!!) ha voluto parlare, Di Maio l’uomo simbolo dell’oggetto ella catastrofe elettorale del partito Grillino, si sente al sicuro.
Mattarella, mentre maturava la trappola del “taglio” dei Parlamentari (in sé offensiva delle Istituzioni Repubblicane!!), non può non aver considerato questa eventualità.
Oggi, lo stato di necessità prodotto dalle sciagurate riforme, lascia aperto, in caso di alternativa con un oramai impossibile scioglimento delle Camere, il ricorso ad un “Governo del Presidente”.
Era tutto calcolato? Non credo che Mattarella sia uomo da tali spregevoli espedienti.
Ma molti sono quelli che non se ne sono fatti un problema come avrebbero dovuto.
La stessa operazione “ultima spiaggia” della secessione di Renzi, direi che ad altro mirava (e Renzi non è, forse rassegnato ad adattarvisi).
Certo è che la vera e più grave crisi, più grave di quanto possa apparire è quella dell’impossibilità di ricorrere subito a nuove elezioni.
La catastrofe è nella incapacità di una vera e forte opposizione di guardare lontano. La mancanza di rispetto per la Costituzione Repubblicana ne è la prima conseguenza.
C’è una danza di insetti su una carcassa. Questo è il problema. Orrendo.
Anzi, il vero problema è che nessuno, pare, voglia farsi carico di denunziare questa sconcezza.