Con lo Tsunami umbro è caos nei 5S. Massimo Andolfi (Pri): «Ci sono spazi interessanti»

Che il centrosinistra andasse male lo si sapeva. Certo, nessun avrebbe forse pensato al movimento di Grillo al 5S al 7,4%, cioè meno della metà delle Europee. I grillini pagano tante cose, soprattutto l’abbraccio mortale con il Pd, ma la loro è un’impresa più grande: coagulano dissensi eterogenei, dalla rabbia degli esclusi ai nostalgici del passato. I 5S al governo non riescono a intercettare il consenso della massa. Arrivando tardi, cambiando idea, si ottiene questo: il 32,7% alle politiche nel 2018 è solo un ricordo.

Luigi Di Maio dice che il laboratorio delle sperimentazioni è finito. «Noi non siamo nati per inseguire il consenso, bensì per portare a casa i risultati. Continuiamo a lavorare umilmente, rispettando gli impegni e mettendoci al servizio». Lavorare umilmente, con Conte, per non far esplodere il Governo.

Esulta Matteo Salvini: «In Umbria stiamo scrivendo una pagina di storia. È chiaro che stanotte qualcuno a Roma avrà qualcosa da riflettere: gli esperimenti da laboratorio sulla pelle degli italiani non sono apprezzati. Gli italiani non amano il tradimento». A Perugia arriva anche la Meloni: «Espugnata la roccaforte della sinistra, ora liberiamo l’Italia».

Del voto in Umbria, dello spazio che di può creare al centro quando tutto crolla altrove, abbiamo parlato con Massimo Andolfi (FULM), della direzione nazionale del Pri.

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