L’Edera d’Oro. Un riconoscimento repubblicano per chi si è distinto nel mondo imprenditoriale, sociale e culturale

Il Partito Repubblicano, parafrasando Flaiano, si era ridotto a questo: aveva talmente tanta poca fiducia nel futuro che faceva progetti solo per il passato. Invece da qualche mese, a testa bassa, con umiltà, si sta cominciando di nuovo a conquistare sogni possibili, esplorando, scoprendo, testimoniando. È così che le idee diventano qualcosa di vivo, e qualcosa di vivo non ha bisogno solo di voti, ma è qualcosa che già da solo aiuta a crescere. È come il lievito che lo guardi e pensi non abbia nessuna importanza. Eppure è lui che fa gonfiare il pane e ce lo rende così buono, soffice e croccante. Soffice e croccante soprattutto. Che detta così sembra un ossimoro. Ma solo se lo mangi, il pane, sai che non sarebbe la stessa cosa mangiare solo mollica.

In Sardegna i Repubblicani ci sono, hanno anche avuto un discreto successo elettorale, e insomma sono qualcosa di più che una semplice presenza. Vogliono esserci per davvero e si agitano nel territorio, per coinvolgere. La parola chiave è semplicissima: partecipazione. Perché solo così andando tra la gente, abitando la società, l’edera può tornare ad essere protagonista. Giovanni Di Grezia, il segretario regionale, si sta orientando in questo senso. Sta per partire il contest Fotografa l’edera. Ma in cantiere c’è anche un Premio: l’Edera d’Oro. E, per la formazione delle classi dirigenti, anche in Sardegna ci sarà la Scuola di Formazione ufficiale del Pri.

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