Anno 2999

Anno 2999. L’umanità si è estinta a causa dei cambiamenti climatici e una nuova razza di alieni decide di colonizzare la terra. 

Grazie ad avanzatissime tecnologie i nuovi alieni studiano la civiltà che un tempo occupava questo coloratissimo quanto sgangherato pianeta. E scoprono cose strane che non riescono neanche loro a capire, nonostante l’intelligenza scientifica e razionale. Soprattutto sui luoghi in cui si ammassano in modo disordinato i cadaveri umani di cui, gli evoluti alieni, riescono a ricostruire volti e caratteristiche fisiche. 

Come per esempio una strana scatola metallica in cui sono ammassati 39 individui con dei particolari occhi a mandorla, che si trovava in un luogo dove la maggior parte degli individui era bionda e con gli occhi chiari. Anche la scatola metallica sembra strana. Era costruita per raggiungere temperature bassissime. Forse si volevano surgelare e conservare quegli individui? E perché rinchiuderli se gli umani in realtà vivevano grazie all’ossigeno?

E altro grande mistero. Quel mare. Quel grande e bel mare che doveva essere ricco di animali e di vegetali risulta pieno di cadaveri, tutti sparpagliati sul fondo del mare, tutti lungo una stessa direzione. E, altra cosa strana, questi appartenevano soprattutto ad esseri umani neri neri, con la pelle scura diversa dai cadaveri delle terre vicine. Corpi grandi e corpi piccolini. Forse questi individui avevano deciso di imparare a respirare sott’acqua e non ci sono riusciti? Forse non avevano più voglia di vivere sulla terraferma? Che mistero! Perché mai una speciale razza umana aveva deciso di sfidare i propri limiti fisici? Senza arrendersi. Perché le strumentazioni scientifiche aliene rilevano che questi individui hanno continuato ad immergersi nel mare nel corso di anni diversi, rimanendo là sotto: un anno in circa 3.000, un anno in 5.000, un altro ancora più di 2.000 e così via. 

Gli alieni si consultano, si confrontano comunicando con una serie di bip bip, ma proprio non capiscono, non se ne danno ragione. Entrano in crisi perché la loro tecnologia non riesce a dare una spiegazione logica. E se non si conosce perfettamente un luogo è impossibile per loro decidere di colonizzarlo. La conoscenza dev’essere assoluta e non lo è. Quasi sorge tra loro per questo motivo una sconosciuta forma di discordia ignota alla loro cultura e ne rimangono spiazzati. 

Eppure sono stati ritrovati in questi luoghi oggetti che riproducono immagini straordinarie in cui individui di tutti i tipi trasmettono espressioni di intensa positività, con paesaggi variegati e originali, in grado di esercitare una forte attrattività persino sugli alieni. 

Qualcosa non torna. Non risulta che ci sia stata una forza esterna che abbia distrutto questa civiltà. Tutto si è svolto in modo assolutamente autonomo. Perché? Questo pianeta misterioso sembra emettere radiazioni sconosciute che possono distorcere le capacità intellettive dei suoi abitanti che innescano processi autodistruttivi. Il grande capo alieno emette un lungo bip. Bisogna andar via. Il luogo non è sicuro. 

La grandissima navicella spaziale si rimette in moto con l’energia solare e se ne va.