Napoli ricorda Achille Ballori

La Massoneria italana ha intitolato nei giorni scorsi una sua loggia napoletana ad Achille Ballori, ucciso da un folle a colpi di pistola la sera del 31 ottobre 1917 a Palazzo Giustiniani, all’epoca sede nazionale del Grande Oriente d’Italia poi confiscata dal Fascismo. Già Gran Maestro Aggiunto, Ballori era Sovrano Gran Commendatore ed era candidato unico all’elezione a Gran Maestro come successore di Ettore Ferrari, lo scultore che tanti monumenti aveva dato alla Roma laica, tra cui il celebre monumento a Giordano Bruno a Campo de’ Fiori. Era personaggio noto nella capitale – fu direttore degli Ospedali Riuniti, consigliere comunale, vicesindaco e assessore nella giunta di un altro celebre Gran Maestro: Ernesto Nathan – e i giornali si occuparono molto del suo omicidio. L’assassino Lorenzo D’Ambrosio dichiarò agli inquirenti: «Non avevo ragione alcuna di speciale antipatia per il Ballori, persona di ottimo cuore e di grande onestà. La mia intenzione era di colpire la Massoneria nelle sue personalità più rappresentative: avevo idea di uccidere, oltre il povero Ballori, anche Ettore Ferrari ed Ernesto Nathan». E ancora: «La Massoneria mi perseguitava da molti anni. Inoltre tempo fa una mia sorella che era in America morì asfissiata ed è chiaro che l’ha fatta morire la Massoneria». Della vicenda si interessò anche il criminologo Enrico Ferri: «D’Ambrosio è evidentemente un allucinato […] la sua forma di follia mi sembra essere la paranoia o il delirio di persecuzione». Il 29 aprile 1918, D’Ambrosio venne prosciolto perché ritenuto “totalmente infermo di mente” e rinchiuso per sempre in manicomio.