Manette agli evasori: un caso nuovo di un vecchio abuso

Questo Governo è riuscito in fatto di legislazione a creare un caso di abuso costituzionale nuovo, che, come tale sembrava impossibile dell’art. 77 della Carta. Abbiamo oggi il decreto legge “ad urgenza e necessità differite”.
Abuso è sicuramente il ricorso al decreto legge da parte del Governo per introdurre nuovi reati. La retroattività della decadenza di quanto disposto “in casi straordinari di necessità ed urgenza” urta in modo insuperabile con il fondamento del diritto penale e dell’impossibilità di rimediare agli effetti di una norma penale che venga meno “ab initio” a causa della mancata conversione in legge nei termini utili di sessanta giorni.
Ma per questi “Amici del Bar dello Sport” disgraziatamente investiti dei poteri più rilevanti dello Stato, non c’è limite imposto dalla ragione ed ancor meno dall’irragionevolezza.
Così le famigerate “manette agli evasori”, che sarebbe, poi, una figura di reato consistente nel fatto in sé dell’evasione fiscale, saranno istituite. Sarà istituito il reato che soddisfi il forcaiolismo dell’attuale maggioranza (cioè di due minoranze che non sembrano potersi mai accordare pacificamente). Per una furbesca pensata non so se di Bonafede o di Conte o di Di Maio, tale reato sarà istituito subito, ma con effetto differito. Differito al momento della conversione in legge del relativo decreto. Cioè la norma è fatta come se si versasse in un caso straordinario di “necessità ed urgenza” di far vedere che si fa e perché si farà. Un’urgenza ed una necessità che però lo stesso decreto esclude che possa già sussistere perché l’effetto del “rimedio”, della “scorciatoia” del decreto legge emesso dal Governo “sotto la sua responsabilità” è differito al momento della conversione in legge che, appunto, perché si fa con una legge ordinaria, sia pure speciale.
Insomma si ricorre al decreto legge dichiarando che è straordinariamente urgente ma, al contempo, mostrando di poterne fare ancora a meno.
Urgente è il decreto legge per poter parlare di lotta agli evasori. Che, poi, se sono veramente “grandi” sono anche tali per l’uso di imbrogli complessi che costituiscono già oggi reato punibile con pena detentiva.
Già. “Grandi evasori”. C’è chi evade (e sono tantissimi) dal dovere di pagare le imposte. E c’è chi evade ed anche abitualmente, dai dettami della ragione e da quelli del diritto e della Costituzione.
E ad andar, poi, fuori strada ed a rompersi l’osso del collo siamo noi. Presi in giro da un Buffone e da un branco di abusivisti che gli fa seguito.