Antonino (Pri): «Continua la strage di contravvenzioni del sabato sera!»

Nella nottata di sabato 19 ottobre agenti della Polizia Municipale hanno elevato un numero considerevole di contravvenzioni alle auto in sosta illegale in tutta l’area limitrofa alla Via Taranto.

Scrive Gabriele Antonino, capogruppo in Comune del Pri: «In buona parte si trattava di auto di proprietà di residenti nella zona in possesso di regolare pass che, trovando tutti gli stalli contrassegnati dalle strisce blu occupati, hanno parcheggiato in modo irregolare.

Non è assolutamente mia intenzione censurare l’operato del nostro Corpo dei Vigili Urbani atteso che le autovetture contravvenzionate erano parcheggiate in zone interdette alla sosta.

Si tratta, semmai, di introdurre le opportune modifiche al Piano dei parcheggi per consentire ai residenti nel centro storico, non in possesso di una autorimessa, di poter parcheggiare la propria autovettura al rientro presso la propria abitazione anche nei giorni festivi e prefestivi.

E, allo stesso tempo, di non danneggiare i titolari di pubblici esercizi che confidano nella affluenza maggiore di clienti in tali giorni.

Nessuno, infatti, vuole la desertificazione della parte di città posta entro le mura.

Una possibile soluzione potrebbe essere quella di riservare la sosta nelle strisce blu dopo le ore 21.00 ai residenti titolari di apposito pass, incentivando l’utilizzo dei parcheggi di scambio da parte di quanti raggiungono il centro storico per trascorre la serata in uno dei numerosi locali esistenti in quell’area.

In questa direzione mi farò artefice di una proposta in seno alla apposita Commissione Consiliare.

Tanto in attesa di dotare la città di parcheggi multipiano da localizzare a ridosso del centro storico.

Altrimenti non potremo che assistere alle continue lamentele delle persone proprietarie delle auto contravvenzionate e al diffondersi della convinzione che questi continui blitz notturni non hanno altra finalità che garantire entrate alle casse esangui della Amministrazione Comunale».