A proposito del voto a 16 anni

Forse sarebbe meglio avere qualche conoscenza in campo psico-pedagogico e qualche esperienza diretta in campo educativo, non solo scolastico, prima di avallare la proposta del voto ai sedicenni, non tanto per mancanza di fiducia nelle capacità dei giovanissimi potenziali “elettori”, quanto per il peso delle responsabilità, le implicazioni emotive, i condizionamenti, le suggestioni che si potrebbero generare in adolescenti in pieno processo di maturazione. È la fase in cui si vanno consolidando il pensiero logico-deduttivo, il senso critico, l’astrazione concettuale, la fase in cui ci si identifica con modelli di comportamento esterni alla famiglia (il gruppo, il personaggio famoso), ma anche l’età in cui il Super-io prevale sull’Io, con la conseguente rigidità nei comportamenti, per cui le scelte, anche quelle politiche, di un adolescente non possono essere dettate da obiettività, ponderatezza, serenità.
Forse l’onda della piccola Greta ha suggestionato il mondo politico, forse qualcuno ha pensato di trarre vantaggio da un voto “emotivo” , forse qualcuno pensa che l’educazione alla partecipazione, all’autorientamento, al pensiero divergente siano processi brevi o inutili: basta una “leggina” ed il sedicenne è maturo! Lo fossero anche gli adulti… ogni tanto…