Ventimila miglia sopra i mari

Le sette mila miglia che dividono l’America dalla Siria sono considerate una distanza tale che il presidente Trump ha rimesso il destino dei curdi al buon presidente siriano Assad. Sarà il buon presidente Assad a difendere i suoi amici curdi da quel despota di Ankara. Uno scenario che fa tanto 1916 quando si organizzavano le tribù arabe contro l’impero ottomano. Allora erano gli alleati degli ottomani a ritorcersi loro contro, ora è difficile capire chi è alleato di chi. È solo chiaro che Trump è il primo presidente statunitense a misurare le miglia sulla terra per decidere la politica statunitense. Con un simile metro l’America non sarebbe mai andata a combattere a ventimila miglia in Vietnam. E visto che settemila sono pure troppe, neanche in Iraq e meno che mai in Afghanistan a ben 7200 miglia di distanza. L’11 settembre 2001, Trump presidente al limite avrebbe messo una taglia sulla testa di Bin Laden aspettando che qualcuno gliela portasse in un piatto, avrebbe apprezzato l’onorevole D’Alema che scongiurava la guerra per affidarsi all’intelligence. Ci sarebbe da chiedersi cosa avrebbe fatto nel caso fosse stato al posto di Roosvelt, se 4 mila miglia, sono una distanza tale da poter consentire un qualche tipo di intervento americano. È un principio molto discutibile quello di misurare la propria sfera di influenza in miglia, a qualche cittadino dell’Arkansas potrebbero apparire troppo distanti le mille miglia da Alamo in Messico e perchè no, per il Nord Dakota le mille miglia che lo separano dalla Virginia. Ci si è chiesti a lungo che tipo di presidente fosse Trump, ora per lo meno è chiaro che non è quello che si può dire con una qualche certezza è che egli non è un tipico presidente americano, infatti si fa condizionare dalla categoria dello spazio come un vecchio professore di scuola tedesco del secolo scorso. Tesoro resto a casa, fuori nevica.