La Fondazione Spadolini inaugura la mostra sui 250 anni dalla nascita di Napoleone Bonaparte

Per celebrare i 250 anni dalla nascita di Napoleone Bonaparte, l’uomo politico e d’armi che più di tutti agì per diffondere fra le nazioni europee lo sviluppo di un sentire patriottico che si elevasse al superiore ideale di una Europa forte ed unita, la Fondazione Spadolini – Nuova Antologia apre al pubblico con una mostra documentaria dedicata alla figura del grande Còrso e all’evento che ebbe a suscitar “cotanto spiro”, la Rivoluzione Francese del 1789, avvenuta esattamente vent’anni dopo la sua nascita, ad Ajaccio nel 1769, dal titolo “La Francia rivoluzionaria e Napoleonica. Dall’illuminismo alla nascita dello stato moderno”

Intento della mostra è quello di ricostruire attraverso documenti e testi rari, opere d’arte e preziosi cimeli del periodo, raccolti e gelosamente custoditi nel corso della sua vita da Giovanni Spadolini – grande estimatore e studioso della storia e della figura del Bonaparte e dell’Illuminismo – quegli anni concitati che dalla dirompente attività intellettuale profusa da Voltaire e dagli Enciclopedisti, passando per l’evento epocale della Rivoluzione dell’89, giunge sino al compimento fatidico delle sorti dell’Empereur, traghettando l’Europa (e il mondo) dall’Ancien Régime alla nascita della società contemporanea.

La mostra, strutturata secondo la formula di un iter cronologico, vede infatti esposta all’entrata una delle prime edizioni italiane dell’Encyclópedie di Diderot e D’Alembert, snodandosi poi in sale tematiche che ripercorrono il decennio della Rivoluzione francese (1789 – 1799), culminando con una sezione interamente dedicata alla figura di Napoleone Bonaparte.

L’evento vedrà dunque la città di Firenze quale possibile centro propulsore per una nuova stagione di studi da parte di addetti ai lavori, ma anche dei molti appassionati, sulla figura affascinante quanto spesso incompresa, di quel figlio della Rivoluzione che, partendo dalla remota Corsica finì per autoproclamarsi Imperatore dei Francesi e Re d’Italia, suscitando durante la sua sfolgorante parabola le speranze di un continente intero, e guadagnandosi – cosa più unica che rara per un uomo politico – la stima di artisti, poeti, musicisti, filosofi: da Manzoni a Beethoven, sino ad Hegel, che ebbe a vedere in lui nientemeno che “lo Spirito del mondo a cavallo”, fungendo da vero e proprio inauguratore e padre nobile della storia contemporanea.

La mostra, ospitata nelle sale della Biblioteca, che si presenta inoltre come un’ ottima occasione per approfondire quella grande figura di lungimirante politico e di fine intellettuale che fu Giovanni Spadolini, sarà visitabile liberamente fino alla simbolica data del 14 luglio (anniversario della Rivoluzione Francese) dal lunedì al giovedì nella sede della Fondazione (Via del Pian dei Giullari, 36).

Ad affiancare la mostra concerti di musica a tema con esecuzioni di brani del Sette-Ottocento, e un ciclo di conferenze, la prima delle quali “Stato e democrazia nel mondo globalizzato” avrà luogo venerdì 25 ottobre.