Di mille persone soltanto sedici sopravvissero

16 ottobre 1943, a Roma, nel cortile di Palazzo Salviati, un migliaio di cittadini romani sono ristretti sotto la rigida vigilanza delle SS. Uomini e donne di religione ebraica appena rastrellati nel ghetto attendono di conoscere la loro sorte. Tra di loro due donne, incinte. Partoriscono aiutate dalle altre donne della comunità. Nascono due creature, forse due bambine. Il loro pianto rompe il silenzio nell’austero cortile dell’ex collegio militare di Roma. Per loro, come per gli altri rastrellati, il viaggio della morte verso i campi di sterminio nazisti. Di queste due creature appena nate conosciamo soltanto la breve storia, non ne conosciamo il nome. Ester, Ruth o forse Miriam nate nel Sabato caro agli ebrei vittime innocenti di una ideologia senza onore.