Verità scomode

Fanno un po ridere le promesse di non vendere più armi da parte dei paesi della comunità europea ad uno Stato la cui spesa in armamenti dal 2011 ad oggi è aumentata vertiginosamente fino a toccare la cifra di 19 miliardi di dollari. Ed anche il presidente Trump che minaccia di azzerare l’economia turca in caso di mancata interruzione dell’attacco alla Siria non è molto più credibile. Se Trump avesse lasciato i mille marines americani di stanza nella Regione, invece di ritirarli alla prima salva di cannone, Erdogan ci avrebbe fatto un pensierino prima di lanciare un attacco indiscriminato. C’era un modo immediato per avvisare la Turchia che sarebbe andata incontro a rappresaglie senza tanche chiacchiere inutili, espellerla immediatamente della Nato. Il segretario della Nato è stato ad Ankara, ha incontrato Erdogan ed il giorno dopo è iniziata l’operazione “Fonte di pace”. Se in essa Erdogan riuscisse mai a dissipare l’intero arsenale accumulato negli anni, ridotto alla fame dalle terribili misure di Trump, chiederà alla Nato le armi che gli servono per la nostra sicurezza, perchè questa è stata la Turchia nella seconda metà del secolo scorso, il bastione dell’occidente sul confine mediorientale. Un occidente che perde la Turchia e guadagna i curdi non è più forte è più debole. I curdi sono una popolazione molto eterogenea, perseguitata più o meno ovunque e non per loro colpa, perchè hanno un carattere chiuso ma amichevole. L’unico ad essersene accorto fu Bashar Assad, che infatti a contrario del suo cugino del Baath siriano, Saddam, li ha tollerati volentieri. Chissà mai. La coesistenza in Siria della comunità curda con il regime ha consentito loro di dare un rifugio sicuro ai curdi che combattono in Turchia il nemico comune della famiglia Assad. La Turchia che ha una discendenza imperiale rivendica tutto quel territorio fino a Damasco che le potenze occidentali ritagliarono come Siria. Le stesse potenze occidentali, oramai più l’America che l’Inghilterra che al momento della crisi siriana hanno scomesso sulla destituzione del giovane Assad e lo smembramento del paese. Allora, Obama, pensò alla causa curda, ad uno Stato curdo del nord e a rovesciare Erdogan che mai lo avrebbe permesso. È avvenuto tutto il contrario, Erdogan ed anche il giovane Assad hanno retto, da qui la scelta di abbandonare i curdi che per i parametri dell’occidente non sono proprio integrabili nel loro complesso, zero diritti civili, zero economia di mercato. In compenso resta il piano di smembrare la Siria e tenere sotto pressione Assad, solo Erdogan è in grado di farlo, il nostro vecchio alleato.