I Repubblicani per una scuola di qualità, in un contesto europeo

Con l’inizio dell’anno scolastico si riaffacciano gli “antichi” problemi della scuola pubblica italiana che non consentono al nostro Paese di essere in linea con i sistemi scolastici europei più avanzati e che penalizza i nostri giovani; infatti risultano vacanti circa 120 mila cattedre, mancano ancora 1500 dirigenti scolastici, il 70% degli edifici scolastici non è a norma (la maggior parte di essi risale al periodo fine ottocento-anni settanta), siamo al quarto posto per percentuale di abbandoni scolastici, ovvero di studenti che non completano il percorso scolastico dell’obbligo, agli ultimi posti anche per le competenze linguistiche e scientifiche.

Come Repubblicani, da sempre sensibili a questi temi,  non possiamo che esprimere l’esigenza di dare vita, dopo anni di riforme frammentarie e poco incisive, ad un sistema scolastico e formativo più omogeneo, meglio articolato, rispondente ai veri bisogni formativi del Paese, in linea con le direttive europee, che sappia fare tesoro del suo bagaglio storico-culturale, ma che sia anche proiettato al futuro, sia sul piano dei programmi e della didattica, sia su quello dello studio e della ricerca.

Per i Repubblicani la Scuola e la Formazione rappresentano veri e necessari investimenti produttivi ed il sapere un’ importante risorsa, autentico cardine della coesione sociale, della modernizzazione del Paese, volano dell’economia e del lavoro.

Un sistema su cui occorre investire di più e meglio (oggi, si investe solo il 3,9 del PIL,quint’ultimi al mondo per investimenti sull’istruzione), che sia in grado di rispondere ai parametri previsti dalla Carta di Lisbona e, quindi, capace di promuovere “la persona” e di garantire a tutti i giovani, ma anche agli adulti, possibilità di accesso ai vari livelli di istruzione, di sostenere il loro successo scolastico e formativo ( oggi si diploma, in Italia, solo il 42% dei giovani, si laurea il 16%)), una scuola  sensibile alle pari opportunità, alle esigenze delle fasce deboli, ma, nel contempo, attenta al merito ed alle eccellenze, rigorosa ed imparziale.

Una scuola in grado di rispondere, finalmente, alle Raccomandazioni del Consiglio Europeo del 2006 sulle Competenze chiave per l’apprendimento permanente, che ogni studente dovrebbe possedere alla fine del percorso scolastico, per rendere più spendibile il proprio diploma in tutta l’U.E., titolo che nei paesi europei più avanzati si consegue a 18 anni, mentre nel nostro a 19.

Una scuola autenticamente laica, fondata sul sapere , sul saper fare e sul saper essere, sulle competenze,  che sappia coniugare teoria e pratica, educare ai valori etici, morali e civici, ai diritti ed ai doveri, alla partecipazione alla vita sociale, al rispetto delle regole e delle leggi, all’autonomia della persona, al “pensiero critico e divergente”.

Una scuola efficiente, dinamica , aperta alla società civile, con  governance di qualità, in grado di recepire le migliori istanze culturali del territorio in cui opera, ma anche  di produrre cultura e di sapersi rapportare col mondo del lavoro, della formazione professionale,  della ricerca scientifica e tecnologica, in costante dialogo con l’università.

Per un progetto di tale portata è necessario fare affidamento su docenti preparati, non solo nelle proprie discipline, costantemente aggiornati, specie sul “campo”, con profili professionali più articolati, ma è anche opportuno affidare gli istituti scolastici a dirigenti con provata esperienza professionale, con competenze tecniche ed amministrative, meno oberati da lacci e lacciuoli burocratici e da pratiche ripetitive.

Alla luce di tutto ciò una serie di proposte serie e concrete, in grado di qualificare il nostro sistema scolastico:

  • Elevare l’obbligo scolastico a 18 anni, con bienni fortemente orientativi
  • Istituire il settennio unitario di base (scuola elementare e media) con l’armonizzazione dei programmi ministeriali, e mantenere il quinquennio nella secondaria superiore, col conseguimento del diploma a 18 anni, in sintonia con l’Europa.
  • Restituire dignità ed autorevolezza all’esame di stato, con il ripristino della traccia di storia e con la valorizzazione del colloquio interdisciplinare.
  • Riformulare ed ammodernare i programmi del triennio della secondaria superiore e reinserire, in tutte le tipologie d’istituto, gli insegnamenti di educazione civica , intesa come educazione alla  cittadinanza attiva, geografia fisica e politica e storia dell’arte.
  • Assegnare ad ogni scuola l’organico d’istituto triennale.
  • Potenziare l’educazione linguistica, il sapere scientifico e le tecnologie informatiche.
  • Utilizzare l’ora alternativa all’ora di religione cattolica per l’insegnamento della storia delle religioni (confronto culturale e storico tra le maggiori confessioni)
  • Valorizzare l’istruzione tecnica e professionale, con l’ attuazione di specifici protocolli d’intesa e di percorsi integrati scuola-formazione-lavoro
  • Ripristinare nell’istruzione professionale l’articolazione in triennio (conseguimento della qualifica) e del biennio finale (per il conseguimento del diploma)
  • Incrementare i centri territoriali per adulti, per l’istruzione-formazione permanente
  • Aprire  le scuole secondarie superiori in orario extrascolastico, anche nel periodo estivo, con un adeguato programma di offerte formative
  • Istituire le lauree abilitanti ed i percorsi di tirocinio biennale per i nuovi docenti e ridurre il precariato con concorsi annuali.
  • Rivedere il reclutamento dei dirigenti scolastici, riservando i concorsi alle “figure di sistema” ( con provata esperienza sul campo”) ed introducendo il periodo di tirocinio.
  • Organizzare, in accordo con l’università ed i centri  e le associazioni di ricerca, corsi di formazione e di aggiornamento obbligatori per i docenti ed il personale ATA.
  • Definire “figure di sistema” stabili  nell’organizzazione scolastica (profili professionali intermedi tra docenti e dirigenti scolastici).
  • Istituire nuovi organi collegiali d’istituto e di territorio con nuove funzioni, allargando la rappresentanza ad esperti esterni.
  • Sviluppare piani di interventi di edilizia scolastica, di messa a norma degli edifici.
  • Attrezzare le scuole con laboratori moderni e le necessarie strumentazioni .