YouTuber: i lavoratori a cottimo di Google senza tutele sindacali

Il Partito Repubblicano Italiano assuma una posizione d’avanguardia sui diritti dei nuovi lavoratori ed inizi ad elaborare un pensiero, magari lavorando assieme alla UIL come sindacato storico di riferimento dell’Edera, per comprendere come dovranno essere gestiti i rapporti nei riguardi di colossi multinazionali, come Google. Oggi la cronaca e la satira sono sempre più mediati da piattaforme digitali, le quali altro non sono che aziende private che si autoregolamentano.

Nelle ultime due settimane sono stati censurati ed eliminati da YouTube Italia, una delle piattaforme dell’universo Google, alcuni canali riguardanti YouTuber di un certo spessore. In molti ne hanno discusso, tra cui il blogger Giovanni Pizzigoni, dalle cui riflessioni si è elaborato questo articolo. Altri invece, specie coloro che si occupano di intrattenimento politicamente impegnato, sono stati più frequentemente soggetti a demonetizzazione, ossia i contenuti creati non hanno generato utili. È un campanello d’allarme, presagio delle problematiche in un mondo in via di regolamentazione.

Lo YouTuber è un mestiere tra quelli nati negli ultimi dieci anni e non gode di alcuna rappresentanza sindacale. Sono inquadrabili tra i lavoratori a cottimo, non essendo pienamente dei liberi professionisti (non hanno potere di accordarsi sulla retribuzione) né tantomeno lavoratori dipendenti (non sono assunti dalle piattaforme, ma devono comunque sottostarne alla direttive). Uno dei primi obiettivi che bisognerebbe porsi è quello di garantire a questa categoria di lavoratori di ottenere un canale comunicativo con questi colossi multinazionali, in modo da dialogare ed ottenere almeno delle norme trasparenti e delle regole chiare da parte delle compagnie.

Il Partito Repubblicano Italiano non acconsenta o permetta che aree dell’informazione sempre più strategiche per la democrazia debbano sottostare a regolamentazioni aziendali, ossia lasciate alla discrezione di chi non ha vincoli nel perseguire un pubblico interesse.

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