Roma a passo di gambero. Il Pd: «Busseremo anche alla porta del Pri»

Quando si arriva al fondo, a Roma si scava. Non fai in tempo a segnalare un problema, a seguirlo, a ipotizzare soluzioni, che il problema si aggrava. E si batte a vuoto, la cosa va così: si chiacchiera, in genere male, si polemizza, si offende, nella peggiore tecnica retorica per cui l’avversario va infangato a prescindere, e il problema resta lì a crescere e prosperare.

L’emergenza rifiuti ti aspettavi fosse come la goccia e il vaso. Si riempie, ma dopo arrivano le soluzioni e il vaso non trabocca nemmeno. Perché viene in soccorso una progettualità diffusa e condivisa. Non è così. I 5S sono rabbiosi e nervosi, devono cercare più scuse o colpevoli che soluzioni, e la loro azione punta a non far cadere la goccia, quando il vaso è colmo. Per carità, è qualcosa. Solo che la questione non la risolvi, ma la rinvii. Oggi leggiamo che i rifiuti si rischia doverli spedire all’estero. L’Ama avrà sì il bilancio approvato, ma a gennaio. Dal Comune si dice che si apriranno nuovi impianti, ma non si capisce quali. Tutto questo mentre la Procura apre un’inchiesta sul mega appalto da 151 milioni di euro e sui mancati ritiri della spazzatura davanti a negozi e ristoranti.

Spostarsi in città continua ad essere un’impresa. Per le buche, gli autobus che insomma, la metro ormai in tilt. E problemi persino con i Taxi. Non si concedono nuove licenze, e alla stazione i tassisti non vogliono andare perché i tragitti medi sono troppo brevi. Risultato: code interminabili davanti a Termini.

Serve, dunque, una regia. Serve immaginare un domani. Il capogruppo in Consiglio Comunale del Pd Giulio Pelonzi aveva già dato un giudizio positivo sul segretario dell’unione romana Michele Polini. E conferma: «Busseremo anche alla porta del Pri»

Ascolta l’intervista