Una breve postilla non scientifica

Molti amici si sono dimenticati la storia del Partito repubblicano che quando iniziò a contestare la politica economica dei governi cui apparteneva, 1987, ministro Amato, governo De Mita, nel giro di tre anni si trovò fuori dalle coalizioni di centrosinistra o che dir si voglia, di penta partito. Non ci fosse stata la guerra fredda si sarebbe chiusa l’epopea già nell’88 dopo una drammatica direzione nazionale in cui uno Spadolini costernato annotò che di quel passo il Pri si sarebbe trovato all’opposizione con il Pci ed il Msi. Caduto il muro di Berlino il problema fu risolto ed il partito passò all’opposizione. Per questo non si capisce come si possa dire, di un documento rivolto ad un governo di cui nemmeno si partecipa, in cui il Partito repubblicano si incarica di elaborare una diversa politica economica da quella del governo che vi è una qualche piaggeria verso il governo o persino che il partito si sarebbe inginocchiato davanti al presidente Conte. Il Pri ha riconosciuto, doverosamente, visto che c’è chi avventurosamente la nega, piena legittimità costituzionale al governo e ci mancherebbe. Ma a margine del partito si respira un sentimento curioso, poiché noi non siamo più protagonisti della vita politica, non siamo in parlamento, tutto è divenuto illecito. C’è stato persino chi con qualche incarico di responsabilità di partito nel passato invitava alla disobbedienza nei confronti dei decreti Salvini, quasi fossimo tornati al governo del regno. Ma i decreti Salvini sono approvati dal Parlamento, lo stesso Parlamento che ha promosso questo governo che ora intende rimuoverli. Il Parlamento in Repubblica è sovrano di fare e disfare quello che vuole, se ha i numeri, e la legge, si può non condividere, si può cambiare, ma intanto si deve rispettare. Singolare che lo ricordi Giampiero Mughini all’onorevole Meloni, – io sono repubblicano ha detto -, quando cotanto di repubblicani patentati fanno il verso a Jean Paul Sartre, ribellarsi è giusto. Solo che all’epoca di Sartre nel mirino dei nostri ribelli c’erano le leggi considerate fasciste del ministro Oronzo Reale. Una breve postilla non scientifica, per ricordare a tutti che il Partito repubblicano rispetta il parlamento, la costituzione e la legge anche quando non la condivide e a maggior ragione rispetta chi la promana confortato dal sostegno di una maggioranza delle Camere che ancora dispongono del numero previsto dalla Costituzione. Visto poi che il Pri non è prono alle maggioranze altrui si industria per costruirsene una propria e per far questo occorre un’elaborazione autonoma, quella che si enuclea nel documento del Consiglio nazionale con l’incarico all’amico Saverio Collura (nella foto). Se qualcuno non se ne fosse ancora accorto Collura non fa parte del governo Conte e sulla base di quanto ha scritto difficile possa entrarvi.

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