Fotografa l’edera. In Sardegna il contest repubblicano

La Sardegna ha una grande tradizione repubblicana. Un nome per tutti: Armando Corona. Presidente del consiglio regionale è stato negli anni ottanta il vice-segretario del Partito Repubblicano. Dal 1982 al 1990 è ai vertici della Massoneria Italiana, da Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia ha espulso Licio Gelli (a quell’episodio dedicò più tardi un libro, significativamente intitolato Dal bisturi alla squadra – La Massoneria italiana senza cappuccio – pubblicato da Bompiani).

Non si è mai esaurita nell’isola la voglia di fare, e di attualizzare i grandi valori storici del Partito. La sfida, anche oggi, è soprattutto quella di coniugare la storia e l’innovazione per dare “unità morale al Paese” come titolava un’edizione storica de La Voce Repubblicana, il quotidiano di Giovanni Conti a cui L’Iniziativa Repubblicana, indegnamente, si ispira.

Così oggi la Sardegna, grazie all’energia del segretario regionale Giovanni Di Grezia, colto, giovane, ambizioso, è piena di voglia di fare, di esserci di nuovo. Trovi la stessa passione degli Stati generali del partito, la passione di Bologna, la progettualità di Napoli, le capacità di Roma. E le idee sono talmente tante che fai fatiche a contarle. Intanto la forza per esserci nella scheda elettorale, solo qualche tempo fa l’esperienza delle regionali in cui è tornata l’edera. E poi i progetti per tornare tra la gente, per coinvolgerla, per farsi notare. «Noi non ce ne siamo mai andati, noi siamo sempre stati qui». Perché quando si prova a sventolare una bandiera, quando si indossa una spilletta, si vedono tante persone che si ricordano di lontane simpatie. Questo deve fare il Pri, oggi: non cullarsi sulle e con le vecchie glorie, ma recuperare le nostalgie (e i nostalgici) di un tempo per scrivere il domani. È quello che Di Grezia sta tentando di fare, con gli amici della sua squadra e le sezioni di Cagliari e Sassari. A partire da un contest, molto originale. Come ci racconta.

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