Voto a 16 anni. I Giovani Repubblicani: «No. Votiamo a 21»

Noi Giovani Repubblicani, durante l’ultimo Consiglio Nazionale, a Greta non abbiamo criticato la Ratio della sua azione, ma la forma. Sarebbe stato molto più costruttivo se il Ministero dell’Istruzione, piuttosto che far saltare un giorno di scuola agli studenti, avesse dato mandato ai presidi delle scuole di organizzare manifestazioni con degli scienziati all’interno degli istituti. Nessuno trema al cospetto della piccola svedese. I grandi della terra la ignorerebbero se avessero veramente paura di lei. Questi eventi delle ultime settimane hanno tuttavia acceso il dibattito anche a favore di un’eventuale voto ai sedicenni. Un laico deve però chiedersi se ciò sia politicamente opportuno: non lo è!
Abbassare il voto ai sedici anni? Piuttosto rialziamolo ai ventuno!
I Giovani, definiti “millennials”, sono completamente alienati dai Social Network, i quali potrebbero anche facilmente orientare un giovane che non ha ancora una sua salda coscienza politica. Non sono da buttare,ma da “educare”.
Perciò non è dare loro la responsabilità di votare che li farà avvicinare alla politica.
La soluzione è racchiusa in quel concetto mazziniano che guarda all’educazione come “pane dell’anima”. Bisogna innanzitutto fare in modo che si torni ad insegnare, realmente, l’educazione civica nelle scuole. Va insegnato loro quel concetto mazziniano di “associazione”, perché l’individuo singolo, da solo, non va da nessuna parte. L’unione fa la forza. La politica non è un male e non è un fine, ma è il mezzo per costruire una società migliore. Oggi i giovani hanno paura di iscriversi ai partiti e guardano alla politica come qualcosa di “losco”.

Abbiamo anche riaffermato ciò che il XLIX (49°) Congresso Nazionale ha approvato come o.d.g . “Spina”:

«Il Partito Repubblicano Italiano si impegna a lottare per la libertà e l’autodeterminazione dei Popoli, contro ogni forma di razzismo e schiavitù, siano essi biologici, sociali, culturali, tecnologici o finanziari. Difende l’Italia come centro d’Europa e l’Europa dei Popoli come centro del Mondo. Propugna e sostiene il primato della Politica sulla finanza, della giustizia sociale sull’utilitarismo e della teorica dei doveri sulla teorica dei diritti. In politica estera sostiene e alimenta una visione multipolare, per la libertà e la pace del Mondo, nel rispetto della diversità e molteplicità delle varie Tradizioni».

Abbiamo il dovere, se vogliamo essere veramente uomini “liberi”, di ristabilire il primato della Politica sulla finanza e chiederci se effettivamente si possano applicare delle politiche di sviluppo keynesiane con una moneta gestita da una banca privata, la B.C.E, che ha come ossessione quella di tenere bassa l’inflazione, la quale oggi non esiste.
Il “populismo/sovranismo” nasce nel momento in cui, grazie a riforme “lacrime e sangue”, si tagliano i fondi destinati “allo Stato Sociale”.
Noi Giovani, soprattutto quelli eredi della Tradizione mazziniana e garibaldina che ha una particolare attenzione al sociale, abbiamo il dovere di scagliarci con forza contro politici come il Commissario europeo al bilancio, Oettinger, il quale disse: «I mercati insegneranno agli italiani come votare».
Perciò bisogna capire i Repubblicani da che parte vogliono guardare: al sociale e ai popoli d’Europa strozzati da vincoli di bilancio asfissianti che ci rendono tutti più poveri, oppure alle ricette imposte dai neo-liberisti, immigrazionisti, ammalati di feticismo eurocrate e tecnocratico?