Intelligenza Artificiale e Libertà

Come promesso nel mio precedente articolo, oggi scriverò alcune riflessioni sull’Intelligenza Artificiale che, sicuramente, va accolta come una grande possibilità per l’essere umano e come l’apertura ad un mondo migliore, per il migliore dei mondi possibili, come direbbe il Candido di Voltaire.
Per affrontare un argomento di una tale portata, quindi, ci sarà d’aiuto il metodo liberale, l’idea repubblicana, un approccio laico all’argomento. Insomma, per approfondire la questione e intuire gli scenari probabili, credo che sia necessario il supporto del pensiero liberale, aggiornato rispetto ai nostri tempi e ai costumi che cambiano.
Ma che cos’è l’intelligenza artificiale? Secondo il Dizionario enciclopedico Treccani, si tratta di una “disciplina che studia se e in che modo si possano riprodurre i processi mentali più complessi mediante l’uso di un computer”. Qualcuno, un po’ più smaliziato, ha definito l’intelligenza artificiale come “un insieme di tecniche, padroneggiate principalmente dai giganti del digitale – gli americani GAFA (Google, Apple, Facebook e Amazon e i cinesi BATX – che imitano il cervello umano”.
È una definizione di Laurent Alexandre che, qualche tempo fa, ha visto pubblicare in Italia il suo pamphlet dal titolo: La guerra delle intelligenze, edito da EDT.
E se un giorno, molto presto, la politica fosse demandata alle macchine e ai computer? Se si scelgono dall’alto rappresentanti politici di scarso livello è perché, evidentemente, si vuole dimostrare che l’essere umano è inadeguato al compito e che, quindi, il cervello artificiale può sostituirlo in modo eccelso ed essere, anzi, migliore dell’uomo. Game Over. La rinuncia alla qualità, che contraddistingue la nostra attuale vita politica, lascia spazio alla quantità, all’agire soltanto per calcolo, all’emergere della mediocrità.
Lo sviluppo delle nuove tecnologie digitali e la costruzione di una nuova realtà virtuale, quindi, in tale scenario, può essere un vantaggio o può trasformarsi in una regressione. Serve una classe politica ridotta nel numero e nei parlamentari o serve una maggiore qualità? Tagliare i parlamentari o eleggere in Parlamento persone di qualità?
Al momento, possiamo solamente constatare che l’A.I. è, oggi, sempre più in espansione. È uno sviluppo velocissimo. Ma rischia di essere, come scriveva Pier Paolo Pasolini, uno sviluppo senza progresso. Da liberale e repubblicano, ritengo sia necessario difendere alcuni principi fondamentali: al di là dell’istinto fisico, credo sia indispensabile salvaguardare testa e cuore, l’intuito e il corpo umano sottraendoci dalla deriva che porta a trasformarci in “cyborg”. Inoltre, anche in politica, dovremmo curare la poesia e la poesia della vita. Manteniamo, allora, la nostra autonomia e coltiviamo la capacità di avere un pensiero critico e autonomo, non fondiamoci in un grande cervello artificiale e omologante, proteggiamo una parte di casualità e non riduciamo la politica in una dittatura dell’algoritmo. La politica non è un sondaggio sulla piattaforma on-line.
La chiave può essere quella di un’alleanza, di una collaborazione tra l’uomo e la macchina, cioè dalla nostra predisposizione culturale a fare del virtuale e dell’artificiale un mezzo senza mai trasformarlo nel nostro fine. È necessario, allora, almeno secondo i Corsari della libertà, creare un ponte che esca dalla logica del vincere e della sfida tra umano e artificiale, un ponte tra uomini e macchine, senza andare a uno scontro inutile e devastante, umanamente perdente. Vorrei che i repubblicani fossero portatori di un Nuovo Umanesimo liberale e che non rinunciassero al futuro, ma nemmeno all’umanità, alla memoria, alla Storia.
Ecco il punto: la “rivoluzione liberale” può realizzarsi soltanto se si crea una “partnership” creativa, sinergica, intuitiva, tra il computer e chi lo utilizza. Altrimenti, l’essere umano si trasformerà in mezzo, in strumento in mano alle macchine.
E allora? Allora la politica deve fare la sua parte. È la parte che spero venga assegnata ai Corsari dai cittadini più sensibili, intelligenti e lungimiranti. Serve un’alleanza umana e tra le persone.

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