«Dobbiamo alla segreteria di Saponaro questo rinnovato entusiasmo»

Pietro Currò, segretario regionale del Pri in Sicilia, ha paura dell’aereo. Il viaggio a Roma per il Consiglio Nazionale di sabato scorso aveva questo po’ di ansia in più. Ma al ritorno ha portato entusiasmo e soddisfazione. E c’è di buono che è qualcosa che nemmeno devi mettere sul rullo per i controlli.

Partiamo dalla qualità degli incontri. Ci sono stati, innanzitutto gli Stati Generali. Ne abbiamo dato più volte notizia. Ma a volerla proprio sintetizzare sta tutta qui: il Partito è vivo e i suoi dirigenti sono in salute e preparati. Ci sono delle sfumature, per carità, qualcosa non sempre è andato come ci si poteva aspettare, ma le cose le sbagli se le fai. Solo chi se ne sta con le mani in mano è sicuro di non sbagliare. La serie degli incontri del segretario nazionale Corrado De Rinaldis Saponaro, prima a Bologna per chiacchierare con i quadri del nord, poi a Napoli per tenere il polso alla realtà del sud, e infine a Roma, dal segretario Michele Polini, hanno dimostrato che il Partito c’è, è propositivo, e ha voglia di fare.

«Il Consiglio Nazionale è stato di buon livello», ha osservato Currò. Che ha avuto un’altra soddisfazione. È stato approvato il suo ordine del giorno sulla questione morale. «Quattrocentosettantadue casi di corruzione segnalati in un anno, anzi in mezzo anno, fino a luglio 2019. In testa alla classifica per i reati commessi, Lombardia, Campania, Sicilia. A documentare il triste primato è la sezione italiana di Trasparency International». È stato invece ritirato un altro ordine del giorno, che era stato anticipato qui su L’Iniziativa Repubblicana: l’obbligo della laurea e della conoscenza di almeno una lingua straniera per i candidati repubblicani alle politiche. «Era una provocazione. Il senso del mio intento era: dobbiamo distinguerci per la qualità. Quando si dice ‘Repubblicano’ la gente deve pensare a una persona onesta ma soprattutto preparata. Solo così possiamo diventare grandi, e sono ottimista, andando a intercettare consenso in quella metà degli italiani insoddisfatta e delusa che non va più nemmeno a votare».

Ma c’è ottimismo, è nato a Messina il comitato composto da Riccardo Barbera, Giovanni Amendolia e Andrea Italiano per la zona tirrenica e Pippo Manuli per quella jonica. A dicembre ci sarà il diciassettesimo consiglio regionale. «Ma l’entusiasmo si percepisce in tutta Italia. Merito della segreteria di Saponaro. Ma un ruolo lo sta avendo anche L’Iniziativa Repubblicana, come ho anche detto in Consiglio, che tutti i giorni coinvolge persone e propone temi».

Ascolta tutta l’intervista
Annunci