A proposito del documento del Consiglio Nazionale del Pri…

Sei ore di dibattito, tra l’altro registrato e accessibile a chiunque, ed un documento nero su bianco non hanno dissipato una serie di malintesi sulla linea politica espressa dal Consiglio Nazionale e cosa più sorprendente, persino consiglieri presenti ai lavori del CN hanno equivocato la posizione del partito. Allora per maggiore chiarezza specifico che il documento del CN del Pri è distinto dalla Lega ed i suoi alleati e distante dal governo. È distinto, per la semplice ragione che ritiene positivo la formazione di un governo, rispetto al voto. Non che non fosse lecito chiedere le elezioni, ci mancherebbe, ma non si possono chiedere le elezioni sulla base di ritenere l’attuale governo frutto di compromesso fra forze contrapposte, quando il governo precedente era lo stesso. In ogni caso il potere di scioglimento anticipato delle camere è del capo dello Stato ascoltati i relativi presidenti del due rami del Parlamento e quindi sindacare una indicazione del capo dello Stato, autorizzata dal voto del Parlamento, come richiede la Costituzione, aprirebbe un conflitto inaccettabile, per un partito che ritiene il parlamento depositario inalienabile della sovranità popolare. Il fatto che il documento del CN riconosca al governo di aver spento il conflitto con l’Europa che a giudizio per lo meno della maggioranza dei consiglieri non ci portava da nessuna parte, è un titolo di merito che si può attribuire al governo volentieri, ma non sufficiente ad esprimere un giudizio positivo. Nel 1991 uscimmo da un governo Andreotti che aveva relazioni più che eccellenti con la Ue. È solo l’azione politica del governo non le sue premesse che possono portare ad un apprezzamento, e sulla base della Nota di aggiornamento del documento economico-finanziario, questo non c’è. Tanto che il consiglio nazionale ha sostenuto le tesi di Saverio Collura ed invitato i membri della direzione nazionale a caratterizzare ulteriormente una linea di politica economica che non ha nessun punto di contatto con quella del governo. La distanza dunque è abissale. Se poi il movimento 5 stelle sotto la leadership di Conte piuttosto che quella di Di Maio o di Di Battista, aiuti la stabilità politica del Paese è una constatazione oggettiva, altrimenti appunto si votava, ma anche questo non significa necessariamente un sostegno, perchè potremmo chiederlo noi il voto domani se da questa stabilità conseguita non si vedono risultati apprezzabili.

In una fase interlocutoria della politica italiana, Craxi avrebbe detto confusa, il Consiglio nazionale del Pri si è mosso con una dovuta cautela senza voler precipitare i giudizi. Per cui uno al limite può criticare tanta prudenza convinto che il governo faccia schifo solo presentandosi. Ma anche se nel Pri vi fosse chi dispone di una particolare inclinazione ad esprimere giudizi sintetici a priori, gli organismi che si riuniscono si limitano a giudicare i fatti.

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