Online i lavori del Consiglio Nazionale del Pri

Il Partito Repubblicano non aveva bisogno di sentirsi completo. Aveva il bisogno di non sentirsi vuoto. Così le iniziative messe in campo in queste settimane sono servite innanzitutto a un primo immediato obiettivo: dimostrare di avere la voglia e la forza di esserci. Lo abbiamo ripetuto tante volte qui su L’Iniziativa Repubblicana: non basta avere alle spalle una storia che nessun altro ha. Bisogna avere anche la forza e il coraggio di guardarsi avanti. Il passato è qualcosa che ti serve per costruire il futuro. Intanto: abbiamo una classe dirigente capace di interpretare, anche a livello locale, la complessità del presente? La risposta venuta fuori dagli Stati Generali che si sono conclusi ieri a Roma, dopo le tappe a Bologna e a Napoli, è stata: sì, senza ombra di dubbio. C’è la capacità di interpretare. E allora si tratta di definire ‘cosa’ interpretare e ‘come’ farlo. C’è un indirizzo, che è la mozione approvata all’unanimità al congresso di Bari e le linee tracciate dalla direzione nazionale. Di più al momento non si può fare, e il Consiglio Nazionale di oggi ha certificato almeno le buone intenzioni, con un ampia discrezionalità operativa fondata sul concreto dei programmi e delle proposte politiche.

«L’avvenire è la porta, il passato ne è la chiave» (Victor Hugo)

Le stanze dell’agibilità politica ci sono, la convergenza al centro pure, come luogo deputato della tradizione repubblicana. Certo, il giudizio di merito sugli altri attori non è sempre unanime: Renzi è un democristiano di sinistra, Calenda richiama la tradizione repubblicana a parole ma è difficile dare credibilità a un partito costruito intorno all’ego di un uomo. Questo mentre si sfascia il progetto di +Europa in cui i Repubblicani hanno creduto e non creduto. Di importante in Consiglio è stato fatto questo, dopo un ordine del giorno sulla questione morale presentato da Pietrò Currò approvato a larga maggioranza, è stata approvata una mozione in cui si valuta positivamente il proseguimento dell’esperienza di governo Conte, che ha provveduto ad avviare un dialogo con l’Europa e ad assicurare una stabilità al Paese ma in cui si boccia, perché insufficiente, il NaDef.

Il Consiglio ha dato incarico a Massimo Andolfi e Saverio Collura di avviare una rapida consultazione all’interno della direzione nazionale per recepire contributi migliorativi per una proposta interna al progetto liberal-democratico. Questo per avere uno strumento per un confronto politico del Pri con il Governo, le forza politiche e le forze sociali.

Ai lavori, che proponiamo integralmente, introdotti dal segretario nazionale Corrado De Rinaldis Saponaro e presieduti dal segretario dell’unione romana Michele Polini, hanno partecipato Oliviero Widmer Valbonesi, Saverio Collura, Pietrò Currò, Paolo Gambi, Francesco Cesare, Francesco Nucara, Alberto Fausto Valli, Niccolò Rinaldi, Giovanni Antonino, Renato Lelli, Aldo Sampaolo, Marco Spina, Moreno Lorenzin, Massimo Andolfi, Stefania Schifani, Paolo Morelli.

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