Renato Lelli: «I Repubblicani torneranno a contare, senza rinunciare alla loro identità»

Si è riunita a Cesena la direzione regionale del Partito Repubblicano. Un’occasione sia per valutare lo scenario politico nazionale, nell’ottica di una definizione accurata dell’esserci e dell’agire repubblicano, a partire da quanto si sta facendo dopo il Congresso di Bari, quanto delineato in direzione nazionale e quanto emerso dagli Stati Generali di Bologna e Napoli (quelli di Roma si terranno dopodomani). Ma anche le strategie politiche locali.

«Quando sogna, l’uomo è un gigante che divora le stelle» (Carlos Saavedra Weise)

È stata votata a larga maggioranza la mozione del segretario regionale Renato Lelli. A livello nazionale si sono aperti scenari nuovi, e come è noto la posizione del partito, a cui ci si uniforma, è quella di lavorare alla costruzione di un’area liberal-democratica. La situazione è molto liquida, con attori e soggetti che bisogna stare a guardare e con cui bisogna confrontarsi con idee e progetti alla mano. La speranza è quella di un governo stabile e un’azione duratura che possa dare finalmente al Paese le risposte che aspetta da tempo. Soprattutto di questo si parlerà nel corso del Consiglio Nazionale di sabato prossimo, a Roma, quando si tenterà di mettere a sistema tutto questo lavoro.

«In vista delle prossime elezioni regionali il PRI, in linea con quanto sancito negli ultimi congressi, si pone l’obbiettivo di essere presente con il proprio simbolo, verificando le condizioni per contribuire a formare una alleanza di centro sinistra, che non permetta uno sfondamento della destra anche in Emilia Romagna. A tal fine i repubblicani fin dai prossimi giorni avvieranno un confronto ponendo sul tavolo alcuni temi per i quali da tempo si distinguono (creazione della città metropolitana Romagnola e della città metropolitana del Nord Emilia, accorpamento dei Comuni, abbandono della richiesta di autonomia differenziata, rilancio ed ammodernamento di infrastrutture anche di tipo alternativo, politiche sanitarie attente ai bisogni dei cittadini), valutando al contempo la possibilità di coinvolgere in tale disegno altre forze laiche e riformatrici».

«Dobbiamo riportare nel partito», ha detto il vicesegretario nazionale Eugenio Fusignani, «i valori mazziniani innervati dalla modernizzazione lamalfiana. E su quelli operare le scelte opportune e farne discendere le relative conseguenze. Anche perché se un simbolo è svuotato dai suoi valori originari, resta solo un simulacro. Il documento della direzione invita a proseguire sulla strada della costruzione di un’area laica e democratico-liberale che veda il Pri al centro dell’azione».

Ascolta l’intervista a Renato Lelli

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