NaDef. Siamo in linea con la vecchia (pessima) politica

In molti avevano lasciato in sospeso il giudizio sull’esecutivo Conte 2 all’atto della sua nascita, in attesa di conoscere la Nota di aggiornamento del DEF 2020 (NaDef). Oggi possiamo disporre non certo del documento completo, ma sicuramente tramite le notizie di stampa e di agenzie di una sufficiente base informativa. Quali giudizi possiamo esprimere? Partiamo da quelli positivi (molti pochi a dire il vero), che riflettono essenzialmente il rapporto corretto, costruttivo, e collaborativo che si va sempre più consolidando tra l’Italia e la UE. Senza questo governo in carica, oggi, anche sulla base dello stesso NaDef, senza quindi nemmeno immaginare le follie di Salvini (Flat tax, e mini bot in primis), che al solo pensarle fanno ancora accapponare la pelle, e nel contempo sentirci sollevati per lo scampato pericolo, sul quale molto probabilmente oggi staremmo a ragionare per la tenuta dello spread, e per il pericolo di una possibile apertura da parte dell’UE di una nuova procedura per eccessivo debito, nei confronti del nostro Paese. Se tutto ciò sembra che al momento possa essere archiviato, non v’è dubbio che ciò derivi dalla nuova e positiva osmosi politica tra la UE (ed i suoi principali paesi) e l’esecutivo italiano in carica. Certamente questo non è un dato di poco conto; ma di sicuro con questo NaDef non potrà cambiare lo status critico e la prospettiva negativa delle principali problematiche dell’Italia: Debito pubblico in consistente aumento, crescita economica bassa, competitività del sistema paese ancora preoccupante, crisi occupazionale persistente. In sostanza, se la legge di bilancio 2020 dovesse concretizzare le indicazioni formulate in questo NaDef, dovremmo concludere che anche il 2020 sarebbe ancora un anno perso per il futuro della società italiana. E come altro potrebbe essere definita una Nota di aggiornamento del DEF con l’esclusivo obiettivo di sterilizzare le clausole di salvaguardia, che peraltro sarebbe più confacente definire la tassa Letta-Renzi-Gentiloni, con la integrazione del trio Salvini-Di Maio-Conte1. Sono essi i protagonisti negativi delle irresponsabili clausole di salvaguardia. Le soluzioni prospettate dal NaDef non servono a nulla se rapportate alle esigenze prioritarie del Paese; sono sostanzialmente in linea, quindi altrettanto insufficienti, con quelle varate dai governi precedenti (la vecchia politica). Basta infatti ricordare che su una manovra complessiva di 30 miliardi ben 23,1 (il 77%) sono finalizzate alla sterilizzazione dell’Iva; e circa 7 miliardi a provvedimenti di varia (inutile) natura; salvo 2,7 miliardi (0,15% di Pil) finalizzati ad un pseudo micro cuneo fiscale. E poi se poniamo l’attenzione sulle fonti di finanziamento ipotizzate, troviamo che 14 miliardi (pari al 46,7%) derivano da aumenti del debito (flessibilità), 7 miliardi (pari al 23,3%9 deriverebbero da (improbabili) recuperi di evasione, 5,8 miliardi (pari al 19,3%) deriverebbero da riduzione di spese. Mentre per le per i restanti 3,2 miliardi (pari al 10,7%), necessari per completare la copertura finanziaria, non viene ancora indicata alcuna modalità pratica. In sostanza anche questa volta la manovra si finanzia perlopiù con un aumento del debito, e con provvedimenti di dubbia natura e/o aleatori. Siamo nella più perfetta continuità con la vecchia e pessima politica dei governi precedenti all’attuale. Ma certamente se l’alternativa che ci si dovesse prospettare dovesse essere quella del governo giallo-verde, allora è certo che meglio tenersi il male minore: il governo Conte2. Ma noi a questa fatalità negativa non vogliamo certamente rassegnarci: domani proporrò un diverso NaDef, come ipotesi di un possibile alternativo documento economico, che avrebbe potuto elaborare quella che io chiamo L’Altra Politica, L’Alta politica.

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