L’intervista a La Malfa su Panorama: «Noi del Pri siamo piccoli ma essenziali»

La lotta per il potere è sempre uguale è titolo di un’intervista di Carlo Puca a Giorgio La Malfa in edicola su Panorama. Un La Malfa protagonista della prima repubblica, quando il Pri era piccolo ma essenziale. Come è cambiata la politica? «La questione giudiziaria è potuta penetrare in un corpo politico indebolito dalla caduta del muro di Berlino. Per noi del Partito Repubblicano, come per il Psi di Bettino Craxi, non c’erano ragioni per stare con la Democrazia Cristiana. Nel 1992 trovai la forza di portare il Pri fuori dal pentapartito. Per me bisognava costruire l’alternativa con i postcomunisti fin dal 1989, Craxi però voleva sorpassarli elettoralmente, nel frattempo è arrivata la magistratura…».

Il Pri c’è ancora. «È un partito che non ha mai avuto l’ambizione di diventare maggioranza, ma di imporre certe idee di mediazione sì, grazie ad una classe dirigente competente anche se considerata elitaria». Come Italia Viva di Matteo Renzi? «Lui non ha una mentalità minoritaria, vuole comandare su tutto». Da marzo di quest’anno Giorgio La Malfa è di nuovo un tesserato repubblicano. «Non me ne sono mai andato. Nel 2011 mi espulsero per motivi futili e ora mi hanno chiesto di ritornare».

Nel corso dell’intervista si ricorda la formazione di Giorgio La Malfa, che ha studiato al Mit con il Premio Nobel Franco Modigliani e del suo impegno culturale, la pubblicazione dell’edizione critica, per i Meridiani Mondadori, della Teoria Generale di Keynes.

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