Nota di aggiornamento al Def: tutti ne parlano pochi l’hanno letta

Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2019 liberata ieri dal Ministero dell’economia e delle finanze. A dispetto di chi si è avventurato nei conti pubblici, minacciando la “guerra” contro l’austerità della Commissione europea, e ha indebitato i cittadini italiani, qualcuno ha impostato il lavoro diversamente. Partendo da un handicap fisiologico (peggioramento del quadro macroeconomico), patologico (incremento della “clausola Iva”) e politico (“Quota 100” e “reddito di cittadinanza”), l’attuale governo italiano ha varato una correzione alla manovra 2019 assicurando misure di politica economica per “rilanciare la crescita assicurando allo stesso tempo l’equilibrio dei conti pubblici e una partecipazione propositiva al progetto europeo”. Quella conflittualità, sia nel primo aspetto sia nel secondo, del precedente governo a trazione Lega ha fatto crollare la fiducia nei partner internazionali e messo una seria ipoteca sulla non solvibilità, stante il gap in termini relativi, tra i buoni del tesoro e i titoli del debito tedeschi. Oggi la prospettiva è diversa: si parla di un Green New Deal italiano ed europeo, improntato alla riconversione energetica, all’economia circolare, alla protezione dell’ambiente e alla coesione sociale e territoriale, tutto improntato alla “promozione del benessere equo e sostenibile”. Questa attenzione ai temi ambientali riconosce nella crisi economica un fattore “ambiente” determinante per trasformare la crisi in opportunità. 50 miliardi su un orizzonte pluriennale assicureranno progetti di riconversione energetica, rigenerazione urbana e incentivo all’utilizzo di fonti rinnovabili.
La NADEF è esplici­ta e senza giri di parole, vuol riposizi­onare il Paese, nelle premesse, verso una piena e fondante partecipazione dell’I­talia allo sviluppo del processo d’integ­razione.
«La strategia di pol­itica economica dell­’Italia avrà una for­te proiezione europe­a – afferma la NADEF-. Il Governo intende sostenere lo svilu­ppo e il rilancio del processo di integr­azione nella direzio­ne della crescita, della sostenibilità e dell’inclusione. La partecipazione dell­’Italia all’Unione economica e monetaria è essenziale per la stabilità e il bene­ssere del paese. La resilienza dell’area euro durante la cri­si, grazie in partic­olare al ruolo cruciale svolto dalla Banca centrale europea nel preservarne l’integrità, è stato un fattore decisivo per la tenuta dell’Ital­ia. Al tempo stesso, l’incompiutezza del­l’Unione economica e monetaria e i limiti e l’asimmetria del­le regole fiscali ha­nno concorso a prolu­ngare l’impatto della crisi e a inasprire il percorso di aggiustamento per paesi come l’Italia. Nell­’attuale fase econom­ica è particolarmente importante che l’U­nione Europea si doti di strumenti adegu­ati ad affrontare non solo l’indebolimen­to ciclico
dell’economia, ma an­che le sfide della crescita inclusiva e sostenibile. In part­icolare, un’intonazione espansiva della politica di bilancio aggregata dell’area euro, che appare un necessario complemento alla politica mo­netaria accomodante perseguita dalla Ban­ca Centrale Europea, dovrebbe accompagna­rsi alle necessarie riforme volte all’a­pprofondimento dell’Unione economica e monetaria: l’introduz­ione di una capacità di bilancio dell’ar­ea euro a sostegno degli investimenti e della stabilizzazione macroeconomica; il miglioramento e la semplificazione del Patto di stabilità e crescita per favori­re gli investimenti e assicurarne la fun­zione anticiclica; il completamento dell­’Unione bancaria a partire dall’introdu­zione di una garanzia europea dei deposi­ti; il contrasto all­’elusione e all’evas­ione fiscale e alla concorrenza sleale fra sistemi impositivi nazionali all’inte­rno del mercato unic­o. Lungo queste linee l’Italia intende esprimere un nuovo pr­otagonismo e una cap­acità di proposta e di iniziativa».

Molte parole sono da considerarsi rileva­nti per una efficace ripresa dell’Italia nel solco dei paesi più all’avanguardia nel cammino verso una maggiore integraz­ione europea, facendo perno su una nuova visione, revisionata rispetto al preced­ente Governo: «Il nuovo Governo si pone l’obiettivo di rila­nciare la crescita assicurando allo stes­so tempo l’equilibrio dei conti pubblici e una partecipazione propositiva al pro­getto europeo. Lo dimostra il passa­ggio dedicato alle misure idonee per una politica economica volta “a rafforzare la congiu­ntura così come ad aumentare il potenzia­le di crescita dell’­economia italiana”, tra queste il Green New Deal che sarà it­aliano perché è euro­peo: “orientato al contrasto ai cambiame­nti climatici, alla riconversione energe­tica, all’economia circolare, alla prote­zione dell’ambiente e alla coesione soci­ale e territoriale, sarà il perno della strategia di sviluppo del Governo. Esso si inserirà nell’approccio di promozione del benessere equo e sostenibile, la cui programmazione è stata introdotta in Italia in antici­po sugli altri paesi europei e che il Go­verno intende raffor­zare in tutte le sue dimensioni”.

Annunci