Memorie di un nuclearista convinto

Io sono un nuclearista convinto, amico del povero Felice Ippolito, povero non tanto per la condanna ignobile che ebbe dalla nostra magistratura, ed i due anni di galera, se ne fregava, ma per aver visto azzerata l’eccellenza raggiunta nel campo dell’uranio dopo il referendum. In Italia non si fa ricerca, ma chi l’ha fatta al più alto livello mondiale è stato sbattuto in galera! Se paghiamo la bolletta della luce come in nessun altro paese al mondo è merito dei nostri ambientalisti da strapazzo che davanti a Chernobyl non capirono il tracollo della struttura sovietica e se la presero con il nucleare. Così noi importiamo energia elettrica dalla Francia, la paghiamo il triplo e mai esplodesse una centrale ai confini, saremmo comunque coinvolti. Questa la politica dopo il referendum. Bastava? No. Visto che non tutti amano vivere a lume di candela ed hanno la servitù che gli va a comprare la spesa ogni giorno perché detestano i frigoriferi – una persona normale non ci crede, ma è proprio così – , si è pensato che comunque una qualche autosufficienza energetica ci volesse e meno male. Purtroppo la scelta è caduta sull’eolico, così le nostre campagne sono invase di pilastri di cemento sovrastati da pale. Non so quanto siano costate, ho una vaga idea dei casi di corruzione amministrativa che ne sono conseguiti, chissà se davvero c’è dietro la mafia. In compenso so che l’Italia non è l’Olanda, non c’è vento. L’eolico si poteva fare giusto in Sardegna. Mi consola solo che adesso gli antinuclearisti di ieri sono gli antiidrocarburi di oggi, convinti che il clima cambi per le emissioni di co2. Ma il nucleare era pulito, brutti idioti. Spero però che abbiano ragione almeno sullo scioglimento del ghiacciai, perchè visto che con le loro scelte ci hanno già condannati, almeno ci sbarazziamo per sempre anche di loro con una bella inondazione. Ogni tremila anni ci vuole, magari la prossima specie dominante è un po’ più sveglia.

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