Una proposta sbagliata

Se il problema fosse di recuperare soldi dalle spese del Parlamento, la maggioranza di governo non proporrebbe il taglio dei parlamentari, ma il taglio degli stipendi dei parlamentari. Il numero dei parlamentari è fissato dalla Costituzione e stabilito dalla legge elettorale, per cui per riuscire a compierne il taglio, servirebbe almeno un’altra legislatura, più probabilmente due. Lo stipendio dei parlamentari lo decide il parlamento e può essere decurtato fin che si vuole ed immediatamente, quando è sempre stato aumentato arbitrariamente. Per cui proporre il taglio dei parlamentari domani, quando si potrebbe ottenere il taglio degli stipendi oggi, è altro fumo negli occhi degli italiani lanciato dal Movimento 5 stelle a cui si sono associati felicemente il Pd e la Lega. Speriamo in qualche posizione più seria in modo da impedire una decisione che avrebbe scarsi effetti sul bilancio pubblico, ma devastanti sul principio della rappresentanza, rendendo ancora più lontani i cittadini dagli eletti. Se il vero intento del Movimento 5 stelle fosse quello di discreditare ulteriormente il Parlamento rendendolo una specie di circolo esclusivo, gli effetti potrebbero essere anche più gravi per il processo democratico nel suo complesso. Non è vero che il voto sul web è come il voto di un’assemblea, perchè se anche quest’ultimo può essere contraffatto, intanto devi recartici di persona per esprimerlo e tutta l’assemblea può riconoscerti, quando sul web, soltanto chi controlla la piattaforma digitale sa chi caspita sei. Non è un caso che con la proposta del taglio dei parlamentari inizino le defezioni interne ai parlamentari del movimento verso altre sponde politiche. Intanto il taglio è promesso da una forza che ha già ridimensionato in difetto le sue prospettive di consenso e quindi molti suoi deputati sanno di non potervi essere rieletti, per di più quella forza vuole anche limitate l’accesso in Parlamento, ecco allora materializzarsi l’occasione di cambiare rapidamente casacca per acquisire un valore aggiunto e darsi una maggiore chance di elezione. Il Movimento 5 stelle aveva saputo riscattare il nome denigrato dalla cultura marxista e dal liberalismo d’occasione di colui che per primo aveva inventato la democrazia moderna e cambiato la storia del mondo per due secoli interi, Rousseau. Con la sua promessa trasformistica il Movimento 5 stelle rischia di ridursi ad un più modesto Depretis.