Della separazione del potere

Nel suo ultimo editoriale sul Corriere della sera il professor Cassese ha ricordato la separazione dei poteri di Montesquieu, come se questa fosse un dato acquisito incontrovertibile. A parte che la separazione del potere in Montesqieu, ammiratore di Silla, è volta principalmente ad indebolirlo, egli si preoccupa comunque di ritenere il potere della magistratura “invisibile e nullo”. In pratica i magistrati che esercitano a suo giudizio la funzione sociale più odiosa, devono sparire con la sentenza del processo e mai costituirsi in un corpo autonomo dello Stato, aggiungendo che comunque colui che deve essere giudicato può esserlo solo da coloro che appartengono al suo stesso ceto. Montesquieu presagiva, giustamente, la crisi della monarchia in Francia e voleva evitare si ripetesse la morte di un Carlo primo Borbone. Soprattutto ritenendo ahilui inevitabile il processo rivoluzionario, si preoccupava del modo in cui poter ripristinare una monarchia deposta. A questo serviva l’esempio inglese, come superare Cromwell e ripristinare la corona non ai check and balance. Per cui, come dire, solo un assolutista monarchico indefesso si affida a Montesquieu e comunque sotto un profilo costituzionale la magistratura in Montesquieu è ammissibile solo se sottomessa completamente al re.