Comunque la si metta, Brexit sarà sempre un problema

È come un cane rabbioso che non molla l’osso. Boris Johnson non si ferma nemmeno davanti alla sentenza della Corte suprema che ha giudicato illegale la decisione di sospendere le attività del Parlamento. E non si dimette senza il minimo rispetto per il sistema democratico britannico, anzi lo spreme come un’arancia e ne sfrutta fino all’ultimo i meccanismi giocando il tutto per tutto con una modalità estenuante, cercando di trascinarsi fino all’ultimo, fino all’ora x della Brexit.
Ma davvero Johnson spera di avere ancora margini di successo per la sua strategia? Oppure, consapevole di non avere un roseo futuro politico dopo aver sfidato le istituzioni democratiche, tenta l’ultima sfida?
Le opposizioni riusciranno a far rinviare la data della Brexit oltre il 31 ottobre?
La verità è che la Brexit costituirà comunque un problema anche nella sua forma più morbida perché porta a galla problemi serissimi con cui dovrà confrontarsi l’UK, la questione irlandese, i rapporti commerciali con l’estero, i residenti alla ricerca di cittadinanza, per dirne alcune. Così l’esultanza delle opposizioni per aver ristabilito le regole del parlamento per la riapertura formale del Parlamento britannico è legittima, ma la strada resta ancora davvero tutta in salita. L’ipotesi di una Brexit no deal è il peggiore ma non l’unico dei problemi.
Insomma “un golpe costituzionale” è stato sventato grazie alla pronuncia con cui la Corte Suprema ha dichiarato “illegale e nulla” la sospensione prolungata di Westminster. Ora la partita è solo all’inizio.