Raggi, di male in peggio

«Dopo aver ristrutturato le fondamenta della macchina amministrativa, benché resti ancora molto da fare, imprimiamo un’accelerata decisiva per portare a compimento il programma politico sulla base del quale i cittadini ci hanno eletto. Nel 2016 abbiamo vinto nettamente le elezioni: ora è il momento di compiere lo scatto decisivo per Roma. È il momento della responsabilità. Vogliamo metterci la faccia fino in fondo, senza alcuna esitazione. Per questo ho deciso di rinnovare alcuni assessorati chiave per la città» così il sindaco Raggi per annunciare le nuove nomine: entrano Pietro Calabrese che guiderà l’Assessorato ai Trasporti, Valentina Vivarelli al Patrimonio e Politiche abitative e Veronica Mammì al sociale, Flavia Marzano infine cede le deleghe alla Semplificazione e alle Pari opportunità direttamente alla prima cittadina.

«In questa fase vogliamo che la politica prenda con forza le redini del governo della nostra città. Il contributo degli assessori ‘tecnici’ è stato importante; ora occorre uno scatto politico. Ogni azione deve essere mirata a raggiungere definitivamente gli obiettivi contenuti nel nostro programma di governo. Nei prossimi mesi la nostra visione strategica della città apparirà chiara e tangibile. La Giunta di Roma potrà contare su una rafforzata coesione, che procederà lungo gli assi politici su cui è nato ed è maturato il nostro progetto di governo. Maturità: è proprio questa la parola chiave. Sarà la sfida della maturità, che segnerà il nostro processo di crescita, anche alla luce del nuovo scenario nazionale. Una sfida coraggiosa, un’assunzione di responsabilità necessaria per riportare i cittadini a essere protagonisti».

Critico il Pd, che comunque proprio qui su L’Iniziativa Repubblicana aveva escluso ogni possibile collaborazione con i 5S. «Siamo al record di 19 cambi, è l’ammissione dell’assenza di una visione strategica della città. La conferma è facilmente riscontrabile nel caos nei servizi ai cittadini e nella paralisi in cui versano le società capitoline», scrivono in una nota. «Definire questo cambio, come fa la sindaca, ‘un momento di responsabilità’ è paradossale, dopo che per anni è stata proprio l’irresponsabilità delle non scelte e dell’immobilismo ad avere la meglio sul governo della capitale. Confidiamo anche noi che la politica e soprattutto il governo nazionale prendano al più presto in mano le redini della città».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Michele Polini, segretario dell’unione romana del PRI. A Roma rimarranno le criticità di sempre, i rifiuti, i trasporti sempre nel ‘caos’ (che è, significativamente, l’anagramma di ‘caso’) malgrado la bella idea di Tap&Go. Lo abbiamo intervistato.

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