Malta, quasi una presa in giro

Un primo passo è stato fatto. Al vertice di Malta passa la redistribuzione “su base obbligatoria” (ed entro 4 settimane). Una volta redistribuiti cioè i migranti non saranno più a carico del luogo di arrivo, ma di quello che li accoglie e questo vale anche per il rimpatrio. I porti di sbarco dovranno essere a rotazione e qui è arrivato il primo schiaffo all’Italia in realtà: lo saranno, ma soltanto su base volontaria. Si tratta, così si legge, di un progetto pilota, che sarà attentamente monitorato e l’idea è quella di estenderlo presto al maggior numero di Paesi: già il prossimo 8 ottobre il testo sarà presentato agli altri 24 ministri dell’Interno Ue. Tra i nodi ancora da sciogliere quello dei ‘migranti economici’, cioè quelli che vengono in Italia pur non avendo diritto che non rientrano nella quota de ridistribuire. Non rientrano nella quota nemmeno quelli che arrivano in Italia con i ‘barchini’ e che non vengono salvati da Ong o da navi militari. Ma Conte da New York ha assicurato: «Lavoreremo per studiare un efficace meccanismo di rimpatri».

«Gli accordi con la Libia li manteniamo, la Guardia costiera libica sta facendo un gran lavoro», ha detto il Ministro Lamorgese rispondendo a una domanda. «L’importante è che in Italia si arrivi in sicurezza. In futuro penseremo a un sistema di quote e corridoi umanitari». E al blocco delle partenze. Come già evidenziato dal segretario del PRI Corrado De Rinaldis Saponaro, bisogna lavorare a stabilizzare le aree. Il problema lo si risolve cioè affrontandolo in tutti i suoi aspetti, e non con interventi tampone che inseguono le emergenze. Solo così il Mediterraneo può tornare a essere quel grande luogo di dialogo, confronto e incontro tra culture.

Il regolamento di Dublino è il regolamento europeo che disciplina la richiesta di asilo e la sua ultima revisione risale al 2013, aggiornando un regolamento del 2003 a sua volta aggiornamento della ‘convenzione di Dublino’, un trattato internazionale firmato nel 1990 nella capitale irlandese, ma entrato in vigore solo nel 1997: è il primo quadro di regole europee su richiesta e diritto di asilo. Le mutate condizioni geopolitiche e la crisi del 2015 ha portato gli stati europei a tensioni diplomatiche e ai tentativi muscolari di Matteo Salvini di risolvere, o almeno contenere, le criticità.

La Ocean Viking con 218 migranti è intanto sbarcata a Messina. Ma la situazione in Sicilia è al collasso, e la struttura dell’accoglienza tutta da ripensare. Con problemi vecchi e nuovi che Malta non risolve. Ne parliamo con Pietro Currò, segretario regionale del PRI in Sicilia.

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