Il clima nell’epoca tragica dei Greci

Ne La filosofia nell’epoca tragica dei greci, Nietzsche descrive un popolo felice di un pianeta lontano, il quale ha raggiunto ogni eccellenza, anche quella climatica, e si celebra come il più prossimo alla divinità nell’entusiasmo dei suoi abitanti. In questo preciso istante di sublimazione generale un asteroide colpisce il pianeta di quel popolo felice mandando tutto in frantumi nello spazio profondo. La critica radicale all’idealismo trascendentale, ovvero alla teoria di una soggettività individuale posta alla base della creazione e del governo del mondo conosciuto, viene recata da Nietzsche in queste poche righe. Come si fa ad essere sicuri della potenza del proprio io, quando questo è così insignificante all’interno dell’universo? Quello che infatti mancava completamente all’idealismo trascendentale è una rappresentazione cosmogonica, per cui quello che potrebbe al limite valere per la terra, non vale per il resto dell’universo che non conosciamo e per quello che conosciamo del nostro sistema solare, il solo pianeta abitato è il nostro, gli altri sono morti. Che senso avrebbe quindi un’infinita potenza dell’io concentrata in un solo piccolo pianeta, per scoprirsi poi nulla in tutti gli altri? Chi può assicurare che l’uomo abbia un qualche destino diverso da quello dei dinosauri? Anche la formica ha capacità formidabili tali da potersi ritenere il vertice della creazione, salvo quando un piede la schiaccia. Nietzsche a contrario dei suoi predecessori vede l’universo come morto, almeno per quello che è conosciuto. Chi può dirci che la Terra non rappresenti un’anomalia marginale e l’uomo un’anomalia ancora più grande piuttosto che il centro del mondo come ritenevano gli idealisti trascendentali? Per carità Nietzsche va sempre preso con le molle ed invece bisogna cercare di salvaguardare l’ambiente per quello che ci è possibile, valutare i cambiamenti climatici, limitare ogni manifestazione nociva e se possibile eliminarla. Ma che da questo dipenda il destino del nostro pianeta, è darci una eccessiva e spropositata importanza.