Piccolo, colto, bello, ma non superfluo. Come vuole essere oggi il PRI

Il Partito Repubblicano non è stato solo un modo di leggere il mondo, ma di scriverlo. Una cerniera al centro capace, con il proporzionale, di potere immaginare il futuro e poter mettere in campo idee, concrete, e riforme possibili, che l’Italia dell’alternanza, rancorosa e contrapposta, non consente. Il maggioritario non è solo un sistema elettorale: è una mentalità. Tutti insieme per costruire, non far volare gli stracci e doversi schierare da una parte o dall’altra. Il Pri, si è ricordato nei giorni scorsi, è stato sempre filo-atlantista, amico di Israele, attento alla correzione sociale del liberalismo, perché convinto che il liberismo economico lo si dovesse governare non subire, favorevole a tagli intelligenti e razionali alla spesa corrente. «Dicevamo sempre», ricorda oggi Giorgio La Malfa, «che non eravamo né di destradi sinistra, ma che eravamo avanti. E in questa risposta non c’era l’immodestia, ma solo la convinzione delle nostre ragioni. Dietro una spesa improduttiva c’è il reddito di un usciere. Ma se si continua a pagare l’uscire a mancare sarà il lavoro per il figlio dell’usciere».

Eugenio Fusignani con Nicola Zingaretti. «Come PRI approfondiremo il confronto a tutto campo ma con un punto fermo: nessuna ipotesi programmatica può prescindere da contenuti laici e liberaldemocratici di respiro europeo che difendano l’europeismo del paese e tutelino lo sviluppo economico in chiave responsabile ma non ideologizzata»

La Malfa aveva anche detto questo: che spetta ai partiti piccoli indicare la strada. E le manovre al centro degli ultimi giorni, rafforzano quella idea, che era stata una mozione congressuale che, a Bari qualche mese fa, aveva saputo vedere lontano: l’idea di una area di centro liberal-democratica tutta da abitare. Domanda: con chi? Forse con Calenda, forse con Renzi (la cui Italia Viva, notizia di oggi, varrebbe il 6,4%), forse con Forza Italia (“se, dice La Malfa, sa riscoprire le sue radici e non rimanere più gregaria di Matteo Salvini”).

«Se sognare un po’ è pericoloso, il rimedio non è sognare di meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo» (Marcel Proust)

In questi giorni la segreteria nazionale del PRI sta incontrando i quadri dirigenti del nord, centro e sud Italia. Sabato a Bologna una bella iniziativa, organizzata dalla sezione Bonfiglioli. Un momento di confronto, significativamente intitolato Il ruolo dei liberal-democratici oggi, a cui hanno preso parte Fabio Roversi Monaco, già Magnifico Rettore dell’Università di Bologna, Giorgio La Malfa, Flavio Tosi, con Eugenio Fusignani che ha introdotto e coordinato e con le conclusioni del segretario nazionale del PRI Corrado De Rinaldis Saponaro.

Abbiamo intervistato il segretario della sezione, Nicola Mazzotti.

Ascolta l’intervista