Eugenio Fusignani: «Spazi interessanti di agibilità politica per il PRI»

«La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente. Noi ci siamo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani». Queste le parole dell’addio, che risuonano in una giornata, quella odierna, priva di grandi novità politiche. Le grandi manovre sono state fatte, Matteo Renzi, Carlo Calenda, ora si resta in attesa di vedere cosa succede. Anche stando semplicemente dietro ai tweet. Come quello appunto di Calende che scrive: «Italia viva sembra un po’ il nome di un allevamento ittico. Però io non ci capisco nulla, mi piaceva Fronte Repubblicano che non piace a nessuno”. Entrambi sembrano guardare più alla loro destra che alla loro sinistra. A fare gola è l’elettorato di Forza Italia.

Troppi partitini personali? «Se non ti ritrovi più nelle scelte di una classe dirigente non stai per forza dentro. Questa sì, è una visione novecentesca da partito chiesa. Stiamo cercando di costruire un ricambio di classe dirigente. È il contrario di un partito personale».

La chiarezza la cerchi intanto nei numeri. La Lega si conferma il primo partito con il 33,1. Il Pd è al 20,2. I dati sono quelli di un sondaggio EMG Acqua presentato oggi ad Agorà, su RaiTre. I 5S hanno il 18%, Fratelli d’Italia il 7,3%, Forza Italia il 7,0%. Italia viva di Renzi è data al 3,4%, +Europa al 2,7%, La Sinistra 2%.

Si torna a parlare anche di sistema elettorale. Per Renzi, M5S e Forza Italia si deve tornare a un proporzionale puro con sbarramento. Per la Lega è roba da prima repubblica. Anche questo è un campo di scontro.

Di tutto questo parliamo con Eugenio Fusignani, vicesegretario nazionale del PRI.

Ascolta l’intervista