Il ruolo dei liberal-democratici oggi. Se ne parla a Bologna

I Repubblicani di Bologna hanno coinvolto una figura accademica di altissimo profilo per parlare di un tema in questo momento particolarmente caro al Partito Repubblicano: la costruzione di un’area liberal-politica in cui immaginare una futura e incisiva agibilità politica. Lui è Fabio Alberto Roversi Monaco, già Magnifico Rettore dell’Università di Bologna, dopo aver insegnato Diritto Pubblico, Diritto Costituzionale e Diritto Amministrativo. Ci saranno a confrontarsi relatori d’eccezione, Giorgio La Malfa, Pierferdinando Casini, presidente della Camera dei Deputati nella XIV legislatura, Flavio Tosi. I lavori saranno introdotti e coordinati da Eugenio Fusignani e le conclusioni saranno affidate a Corrado De Rinaldis Saponaro, segretario nazionale del PRI. Il tutto il 21 settembre alle 16 presso la Sala Marco Biagi, in via Santo Stefano 119.

Il problema è capirsi. Oppure nessuno può capire nessuno: ogni merlo crede d’aver messo nel fischio un significato fondamentale per lui, ma che solo lui intende; l’altro gli ribatte qualcosa che non ha relazione con quello che lui ha detto; è un dialogo tra sordi, una conversazione senza né capo né coda. Ma i dialoghi umani sono forse qualcosa di diverso?
(Italo Calvino)

Eppure quando ci si incontra e si dialoga per capirsi, il confronto è arricchimento e qui il futuro è in costruzione. La direzione nazionale ha tracciato una rotta precisa, ribadita con convinzione dal segretario in occasione del ricordo dell’11 settembre qui su L’Iniziativa Repubblicana. L’attuale situazione è liquida, non puoi definirla, contenerla, cristallizzarla. Ma sta morendo l’idea dei blocchi contrapposti, o sei qui o sei là. Che vuol dire non riuscire a governare. Cioè non riuscire mai a mettere in campo idee e progetti di lungo respiro, giusto inseguire le emergenze, cavalcare gli umori popolari nell’immediatezza. Ma ci sono segnali che lasciano ben sperare. E il Partito Repubblicano, dice il segretario della sezione «G. Bonfiglioli» di Bologna, Nicola Mazzotti, non deve stare a guardare, ma essere motore propulsivo. Attore, non spettatore. Perché tanti sono i temi su cui si può dire qualcosa, da quelli economici, all’autonomia.

Ascolta l’intervista a Nicola Mazzotti