«Il sistema dell’accoglienza non funziona più»

«In questo momento c’è un vento favorevole perché la riforma del trattato di Dublino venga accolta per dare la possibilità all’Europa di avere i poteri per affrontare il fenomeno dell’immigrazione». Così David Sassoli, ieri a Cesenatico per una giornata di studio organizzata dalla Summer School della scuola di politica diretta da Enrico Letta. «Il meccanismo volontario deve diventare strutturale, servono regole europee che sappiano gestire un fenomeno così complesso. Bisogna ringraziare i Paesi che danno una mano all’Italia, ma bisogna passare a un meccanismo obbligatorio, strutturale. Dobbiamo arrivare ad aumentare il bilancio europeo ma con una condizionalità legata alle migrazioni, allo Stato di diritto, all’ambiente. Chi non accetta tutto questo, avrà meno soldi».

Del problema geopolitico dietro gli sbarchi L’Iniziativa Repubblicana si era già occupata con il segretario nazionale del PRI Corrado De Rinaldis Saponaro. E abbiamo anche sottolineato l’importanza di pensare il Mediterraneo come il luogo deputato alla cultura del confronto e dello scambio. Tuttavia l’accoglienza, spogliata dal romanticismo con cui spesso viene presentata, è un problema concreto e complesso, come ha evidenziato il segretario regionale del Pri Pietro Currò. Accantonato Salvini, l’hotspot di Lampedusa è sotto assedio. Ha una capienza di 95 posti, 224 ospiti, con gli 82 della Ocean Viking e gli isolani temono il ritorno al passato. C’è stato anche uno sbarco a Pantelleria: altri 67. Francia e Germania si sarebbero fatte carico del 25% dei migranti a testa (cioè 24), il Portogallo ne prenderà 8 e il Lussemburgo 2. Torniamo a parlarne con Valerio Martorana, già consigliere comunale del Pri e per tanti anni in prima fila nell’accoglienza.

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