Luigi Campolonghi. L’amore, la libertà, la Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo

La Lunigiana, la Libertà e la Massoneria sono i tre punti fermi che hanno condotto Luigi Campolonghi per tutta la sua vita, lunigianese orgoglioso e legato alla propria terra, libertario e socialista che lo ha visto subire le persecuzioni fasciste fino all’esilio in Francia dove però ha continuato a lavorare indefessamente per abbattere la stupida e ottusa dittatura ma al contempo a lavorare al “ bene e al progresso dell’umanità”. L’essere massone fu per Campolonghi una missione di vita, lui che intendeva la Massoneria come una scuola perenne che insegna a crescere attraverso la ritualità e i lavori di Loggia, ma al contempo col preciso dovere, rispetto a questa crescita, di portare nel mondo profano tutti i valori e tutte le ricchezze che il suo progredire lungo la via interiore e il suo perfezionamento gli hanno offerto, e distribuirle in modo che questa crescita e questo miglioramento siano e diventino patrimonio di tutta l’umanità, perché il primo dovere di un Massone è di lavorare per affermare la libertà e la dignità di tutti. Da questi principi parte la fondazione della LIDU, Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo, la storica associazione che ha contribuito dapprima al sostegno dei profughi perseguitati dal fascismo poi all’affermazione di quelli che sono i diritti primari per tutti gli esseri viventi, umani e non umani. La Libertà, il diritto allo studio, alla salute e al lavori oltre che al diritto fondamentale di poter aspirare alla felicità individuale e condivisa.

Una grande storia legata all’eredità di Ernesto Nathan e Claudio Treves, portata avanti, tra gli altri, da Giordano Gamberini e Lino Salvini. Ora c’è un libro, di Claudio Palandrani (con interventi di Michele Marzulli e Giuseppe Bonelli, con la prefazione di Angelo “Ciccio” Delsanto, per ricordare tutto questo. In uscita per Tipheret-Gruppo Editoriale Bonanno.

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