Reggio Calabria, lavori a Mosorrofa. Giordano (PRI): «Opere imposte ai residenti»

«Quasi terminati i lavori per la piazza di Mosorrofa, opere non richieste dal territorio, non condivise con i residenti e solo a seguito di reiterate proteste, a lavori in corso, sono stati avviati incontri preceduti da doverose scuse. Era necessario impedire ulteriori danni per una scelta cervellotica e non sempre ci siamo riusciti, altro che portare a una riappropriazione e restituzione di luoghi sicuri e spazi di socializzazione. Che dire di un Restyling complessivo ove non si riesce a spostare una fontanella per realizzare un necessario parcheggio riservato ai diversamente abili, malgrado sia stato richiesto con insistenza. Perché un ennesimo Restyling della piazza, altre erano le richieste e le urgenze per Mosorrofa: area per il cimitero, gestione oculata delle acque, campo sportivo, messa in sicurezza della viabilità, controllo del territorio, uno spazio Sicuro per i più piccoli per esempio. Noi ci eravamo impegnati ad attrezzarlo a spese nostre se solo il Comune ci avesse indicato un’area di sua proprietà ( cortile e aree limitrofe alla ex scuola elementare, aree oggetto di esproprio per la realizzazione del campo Sportivo, area ex campo sportivo da tempo abbandonata all’incuria, ecc). Si è preferito dare priorità all’ennesima rimodulazione della piazza che ha portato ad un uso improprio di uno spazio diventato tutto, meno che un luogo sicuro, uno spazio di “socializzazione” ove i ragazzi giocano a pallone noncuranti di spigoli vivi delle fioriere. No, non è il posto giusto per tirare calci ad un pallone».

Sono parole di Demetrio Giordano, segretario Sezione «R. Sardiello» del Partito Repubblicano Italiano. «Il problema – prosegue- è che non vi è un altro posto per giocare e qui manca anche la cartellonistica per indicare agli automobilisti che in questo paese i bambini sono costretti a giocare per strada. A Mosorrofa erano stati appaltati, dalla Amministrazione Scopelliti i lavori per la realizzazione del campo sportivo voluto in località Bufano dall’Amministrazione di Falcomatà “Italo”, sospesi, abbandonati, dimenticati forse per un nuovo progetto, di lavori non se ne parla. Ci annunciano, c’è chi non perde mai il brutto vizio dell’annuncite, che è imminente l’avvio dei lavori della nuova condotta idrica che andrà a “risolvere” un annoso problema per il borgo collinare. La domanda sorge spontanea avrebbe detto Lubrano. È normale che ad un lavoro di somma urgenza si dia inizio dopo più di tre anni per problemi burocratici? Paolo Brunetti, consigliere comunale delegato dal sindaco al Servizio idrico, dice che “l’installazione della nuova condotta sarà un intervento risolutivo che doterà le abitazioni e gli esercizi commerciali di un maggiore flusso d’acqua visto l’approvvigionamento da un altro pozzo”. E noi che credevamo che i pozzi fossero soluzioni temporanee e che la grande sete sarebbe stata risolta con l’acqua del Menta. È ormai assodato che per questa Amministrazione, i borghi collinari non saranno serviti dall’invaso nel parco dell’Aspromonte. La nostra idea è quella di creare una centrale di potabilizzazione, fatti i dovuti studi sia economici che ambientali, a servizio di tutti i borghi collinari in posizione strategica con distribuzione per caduta in tempi brevi. È vergognoso, ad oggi, lasciare che molta acqua del Menta ruscelli verso gli affluenti del Calopinace. È ovvio, daranno la colpa ad una burocrazia farraginosa, ma è tutta colpa di una politica autoreferenziale e assente».

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