Ogni 11 settembre l’Occidente ricorda di essere debole e solo

L’11 settembre è il dolore del mondo, una ferita dell’Occidente. Da quel giorno abbiamo capito di non essere al sicuro, da quel giorno le nostre culture si sono arroccate, come il Re e la Torre negli scacchi, ci siamo per dire così ‘protetti’, e questo ha fatto sì che tutto, nella scacchiera, venisse visto come attacco e pericolo. Ogni alfiere e ogni cavallo è diventato potenzialmente un nemico. Abbiamo cominciato a essere rancorosi e sospettosi. E violenza chiama violenza. Non sempre siamo stati capaci di essere freddi e razionali e le nostre democrazie tutte non sono rimaste immuni al virus della paura che ha portato intolleranza.

L’11 settembre per chi è orgogliosamente filo-atlantico ha un significato aggiuntivo. Essere filo-atlantici non vuol dire essere servi, perché spesso le discussioni corrono sul filo dell’equivoco. Essere filo-atlantici vuol dire essere innamorati di democrazia, innanzitutto. E di libertà. Certo, i modelli non sono mai perfetti. E la ragione quando si fa storia, lascia sempre qualche margine di incertezza, qualche ombra. Ma da qui a trovare modelli altrove, anche lì dove è sempre mancata sia la libertà che la democrazia, ce ne corre. Gli Stati Uniti sono stati un grande esempio. Hanno contraddizioni ed errori. Ma nessuna cultura è immune. Nessuno è innocente nel palcoscenico del mondo. Il modello statunitense va migliorato, emendato, aggiustato. Ma di certo è una partita che lo Spirito occidentale ha vinto. Perché se non è proprio una realtà in senso stretto, almeno è una speranza. La migliore speranza sulla terra, come ripeteva il suo penultimo presidente.

«Inizierò a preoccuparmi della reputazione dell’America nel mondo quando le persone da ogni angolo della terra smetteranno di voler venire qui» (Paul Johnson)

Il ricordo di Corrado De Rinaldis Saponaro, segretario nazionale del PRI, è anche l’occasione per tornare sui contenuti dell’ultima direzione nazionale del partito (che tra l’altro ha tenuto a precisare il proprio filo-atlantismo), sul lavoro del premier Conte oggi a Bruxelles e sulla situazione economica. Per sterilizzare l’aumento dell’Iva e abbassare il cuneo fiscale necessitiamo di più deficit di quanto previsto…

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