Fra Palazzo e Piazza

Nel complesso il discorso del presidente del Consiglio incaricato alla Camera ha mostrato un certo stile politico, maturato in quest’anno di governo e che lo fa apprezzare volentieri come personalità autorevole. È importante rispetto all’idea del presidente del consiglio precedente, semplice mediatore fra forze politiche dominanti. Oggi il presidente del Consiglio riassume meglio la qualifica che gli spetta, ovvero quella di indirizzare l’azione e l’agenda del governo. Il lato chiaramente positivo dell’impostazione del nuovo governo sarà quella della distensione con i partner europei che pesano maggiormente. L’idea suicida di uno scontro permanente con Francia e Germania ha fatto capottare l’esecutivo ed il movimento 5 stelle è delle due forze populiste quella che meglio si è adattata alla realtà, che è un pregio non un difetto, quando la Lega ancora non ha ben compreso cosa sia accaduto. Il lato negativo della politica del governo è che è stato fatto fuori Tria, come voleva Salvini fra l’altro, l’unico del governo precedente dopo le dimissioni di Savona convinto di una politica economica in deficit per fare investimenti, non spesa assistenziale. Senza Tria, Conte non ha più una proposta di crescita economica e senza crescita, tutta la flessibilità di questo mondo non salverà l’Italia dalla sua desolazione. Questo è il principale problema per il governo, insieme ad un secondo che si è visto fotografato dalla piazza nella giornata di ieri. Anche se è vero che quando la piazza si mobilita contro il palazzo farebbe bene a portarsi i cannoni più efficaci degli slogan, la piazza agita comunque un fantasma temibile contro il nuovo governo, quello del trasformismo. Si tratta di un male profondo che ricorda la malnata unità nazionale ed i suoi sviluppi in cui l’alleanza Pd 5 stelle senza un piano vero per il rilancio economico del paese potrebbe invischiarsi.

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