Etica pubblica, etica privata

Si fa di tutto per annientare lo Stato e poi ci si lamenta perché Facebook (che è una multinazionale privata) non lascia parlare tutti, ovvero non rispetta l’etica che è propria della Cosa Pubblica. Vi faccio un esempio: una compagnia di assicurazioni può fare libera distinzione tra donne e uomini, giovani e adulti, napoletani e milanesi, per la determinazione del premio annuo, il Fisco no: mancherebbe di etica.
La realtà privata persegue la massimizzazione del profitto senza tenere conto dell’etica che è anzi solo un ostacolo alla massimizzazione del profitto stessa. Ed è inutile fare campagne di sensibilizzazione: il privato non può essere etico, perché sarebbe fatto fuori dal mercato da chi, non etico, concorre con un ostacolo in meno (l’etica, appunto).
Il libero mercato ha una sua etica volta al suo obiettivo, che è la massimizzazione del profitto. Punto.
La schizofrenia del nostro tempo ci porta a mirare, da un lato, all’annientamento dello Stato e, dall’altro, alla invocazione di parità, democrazia e altre belle cose. Tutto questo è assurdo: perché è lo Stato il luogo in cui la parità, la democrazia, i diritti e il mercato stesso si compiono.

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