Un’idea dell’Italia a dir poco approssimativa

L’idea che la riduzione dei parlamentari possa essere una priorità programmatica del governo, quanto la riduzione del cuneo fiscale, dà la dimensione di una visione dei problemi dell’Italia a dir poco approssimativa. Perché se si tratta di risparmiare soldi dello Stato, riduci lo stipendio dei parlamentari, ma non i parlamentari che rappresentano il corpo elettorale. A parte che i capitoli di spesa dello Stato sono i più svariati, a che servono tre testate giornalistiche Rai?, perchè rendere il parlamento della Repubblica ancora più lontano dai cittadini di quello che già è, tagliando gli appartenenti? Meglio allora sopprimere il Senato della Repubblica, il bicameralismo è istituto monarchico, che diffondere la convinzione che il Parlamento nel suo complesso possa essere emendato. L’unico aspetto positivo del nuovo governo è una ricostruzione, si spera, dei rapporti dell’Italia con l’Europa che conta. L’Italia deve saper discutere con la Francia e con la Germania innanzitutto e non può risolvere i contenziosi adottando atteggiamenti isterici, tipo un rapporto preferenziale con l’Ungheria che non serve a niente. Per il resto si capisce il disorientamento della maggioranza degli italiani che votato 5 stelle e Lega si ritrovano il vecchio Pd al governo. Ma come dire, il popolo è sovrano nei limiti stabiliti della costituzione di una repubblica parlamentare. Se il Parlamento esprime una maggioranza numerica, la legislatura prosegue fino alla prossima crisi politica. State sereni arriverà presto.

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