«Lo sviluppo non può attendere»

Mercoledì scorso il Presidente del Consiglio Conte ha firmato il decreto istitutivo della ZES Interregionale Adriatica. Si tratta dell’ultimo tassello di una procedura lunga e complessa che è stato necessario seguire per arrivare alla piena operatività delle Zone Economiche Speciali collegate ai porti, retro porti e aree produttive del Mezzogiorno.

Spiega Gabriele Antonino (PRI): «Ci sono stati ritardi nel percorso di istituzione delle ZES. Si tratta ora di recuperare il tempo perduto e attivare il ventaglio di risorse disponibili: dai 300 milioni di euro stanziati con il Decreto Crescita dell’aprile scorso al credito di imposta di cui potranno beneficiare gli investitori già a partire dal prossimo 25 settembre.

Giova ricordare che le Zone Economiche Speciali sono state istituite con il Decreto Legge 20 giugno 20 giugno 2017 n. 91 (cosiddetto decreto “Resto al Sud”), convertito nella Legge 3 agosto 2017 n. 23, con l’obiettivo di superare ritardi ed inefficienze del sistema portuale e logistico e favorire l’insediamento di nuove attività produttive capaci di valorizzare le aree retro portuali, gli interporti e le piattaforme logistiche;

La Regione Puglia ha deciso di cogliere questa opportunità promuovendo la creazione di due differenti ZES, una di carattere interregionale, che ha il suo baricentro nel porto di Taranto, ed un’altra incentrata sul sistema dei porti del mare Adriatico, tra cui quello di Brindisi.

La Giunta Regionale da tempo ha licenziato  il Piano strategico della ZES Adriatica i cui obiettivi dichiarati sono quelli di attirare investimenti di grandi gruppi nazionali od internazionali che consentano di assorbire la manodopera in uscita da settori in crisi o soggetti a pesanti ristrutturazioni, come nel caso del settore energetico del polo industriale di Brindisi, e rafforzare settori che già dispongono di una consistente base produttiva quali quello dell’agroalimentare, della logistica, della farmaceutica, della chimica e dell’aeronautica, variamente presenti nei poli della ZES Adriatica.

Altro obiettivo che si intende perseguire con il suddetto Piano Strategico è quello di promuovere anche investimenti da parte delle piccole e medie imprese locali nei settori di riferimento dell’economia regionale quali l’agroalimentare, l’automotive, la meccanica, il packaging, l’ICT, i servizi, la grande distribuzione ed il turismo.

Ma presupposto fondamentale per il successo delle ZES è che tutti gli attori istituzionali facciano la loro parte, garantendo procedure di autorizzazioni rapide ed incentivi di carattere economico per le aziende che vengano ad insediarsi nei territori compresi nelle ZES.

Il Partito Repubblicano è più volte intervenuto sul tema svolgendo incontri con tutti gli Enti interessati e  sollecitando l’adozione da parte del Comune di un “kit localizzativo” ossia di un insieme di misure di promozione, incentivazione, sgravio fiscale e semplificazione amministrativa.

Non avendo ricevuto ad oggi alcuna risposta alle nostre sollecitazioni ho predisposto un ordine del giorno da discutere nella prima seduta utile del Consiglio Comunale con cui si forniscono indirizzi al Sindaco ed alla Giunta per:

  • sottoporre all’esame del competente Consiglio Comunale le opportune modifiche ai propri regolamenti introducendo forme di esenzione, totale o parziale, dal pagamento della TASI e della TARI per quanti vengono ad insediarsi nella porzione del territorio di Brindisi ricompreso nella ZES Adriatica;
  • rilasciare nel termine massimo di 60 giorni le autorizzazioni di propria competenza a fronte della completezza della documentazione, riducendo gli eventuali oneri di urbanizzazione ed eliminando ogni onere istruttorio per il rilascio di autorizzazioni, permessi e nulla osta;
  • creare una sezione dedicata nel portale online del Comune di Brindisi dove le imprese interessate ad insediarsi nel nostro territorio possano reperire tutte le informazioni, sistematiche ed ordinate, per avviare nuove attività in area ZES e per interventi di natura edilizia, inclusa la selezione di opzioni immobiliari di concessione e/o acquisto di terreni in collaborazione con il Consorzio ASI e di locazione e/o acquisto di immobili anche in collaborazione con operatori privati.

Mi auguro che ancora una volta le proposte del PRI non siano fatte oggetto di forme di ostruzionismo o pratiche dilatorie che non fanno che ostacolare il possibile sviluppo della città».

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