La direzione nazionale del PRI. Il documento

La Direzione Nazionale del Pri, riunitasi a Roma venerdì 6 settembre 2019, ha esaminato la situazione politica determinatasi in seguito alla conclusione della crisi di Governo e alla nascita del nuovo esecutivo guidato dal Professor Giuseppe Conte.

I Repubblicani giudicano positivamente la fine dell’esperienza di governo fondata sulla maggioranza tra il Movimento 5stelle e la Lega: un’esperienza che ha realizzato un pericoloso isolamento del Paese nel contesto europeo e internazionale, fallendo altresì nei propri obiettivi di rilancio dell’economia italiana, che ha anzi registrato un ulteriore rallentamento e caratterizzandosi per attività di propaganda e di spesa pubblica improduttiva.

Il Pri ha apprezzato il ruolo svolto dal Presidente della Repubblica il quale, pur non escludendo la possibilità di un ricorso al voto anticipato, ha segnalato con lucidità alle forze politiche rappresentate in Parlamento i rischi derivanti da un prolungato vuoto di governo in costanza di fortissime tensioni internazionali legate alla guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, da un’uscita disordinata della Gran Bretagna dall’Unione Europea, da un rallentamento delle economie dell’Eurozona ed in particolare della stessa Germania e dall’approssimarsi di una sessione di bilancio cruciale per evitare l’aumento delle aliquote IVA nel nostro Paese.

I Repubblicani constatano quindi lo sforzo profuso dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico, due forze sino a poco tempo fa aspramente antagoniste, per cercare una base programmatica comune e capace di avviare la vita di un nuovo esecutivo in un momento così delicato sul piano interno ed internazionale.

Il giudizio del Pri non potrà che fondarsi sulla capacità del Governo di attuare il programma, con particolare riferimento:

  1. Ai temi delle politiche di investimento finalizzate alla modernizzazione del Paese e al rilancio dello sviluppo; il Green New Deal deve contemplare il mantenimento di investimenti in Oil & Gas che occupano migliaia di dipendenti e tecnici di alto livello.
  2. Alla sicurezza dei cittadini, in particolare attraverso una dura lotta alle mafie;
  3. A una politica di welfare che argini le sempre più numerose povertà;
  4. A un impegno deciso di sviluppo del mezzogiorno in settori innovativi che garantiscano il rientro dei giovani al sud ed un’occupazione stabile;
  5. A una politica estera con forte respiro europeo, e saldamente ancorata ai valori atlantici e di sostegno ad Israele, aggiornati alla luce delle nuove e future prospettive di geopolitica mondiale; e che attraverso la trasformazione dell’architettura e delle politiche comunitarie ritrovi la strada di quel federalismo europeo da noi sempre auspicato. La riduzione del numero dei parlamentari, prevista dall’accordo di governo, impone al Parlamento di introdurre le modifiche di natura costituzionale, elettorale e dei regolamenti parlamentari, necessarie a non stravolgere il nostro delicato equilibrio istituzionale e a consentire la rappresentanza di tutte le culture politiche del Paese. I Repubblicani auspicano che l’alleanza alla base del Governo Conte 2 possa evolvere da soluzione di emergenza ad occasione per porre il sistema politico in una situazione di più stabile e duraturo equilibrio, condizione indispensabile affinché l’Italia resti nel novero delle nazioni più civili e sviluppate del mondo e perché il Paese riprenda quella via dello sviluppo da troppi anni perduta. Come è sempre stato nella sua tradizione il Pri, nel valutare senza pregiudizi le singole azioni che il nuovo Governo deciderà di mettere in campo, si porrà soprattutto come sprone perché si possano aprire prospettive politiche di più lungo respiro e tali da riportare la vita democratica e politica del Paese ad una condizione più attenta agli interessi fondamentali dell’Italia e meno legata alla propaganda del momento. La Direzione Nazionale del PRI
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