Sbarco Banchina Costa Morena Est, la contrarietà del PRI

Il Segretario Cittadino del PRI Avvocato Vito Birgitta ed il Capogruppo Consiliare Gabriele Antonino hanno espresso, con la pacatezza che contraddistingue il nostro Partito, la netta contrarietà dei repubblicani brindisini alla ipotesi dello sbarco presso la banchina di Costa Morena Est di carbone e minerali ferrosi destinati al siderurgico di Taranto.

Una posizione fatta propria da forze politiche di diversa estrazione ma accomunate dalla volontà di costruire un diverso modello di sviluppo per la nostra città, finalmente affrancato dalla presenza del carbone.

«Apprendo da organi di stampa locali che in realtà tale sbarco ha già avuto inizio dal 30 agosto, sia pure limitatamente ai materiali ferrosi. È lecito a questo punto chiedersi l’utilità della Conferenza dei servizi programmata per il 7 settembre se l’Autorità di Sistema ha già rilasciato le autorizzazioni necessarie. Così come desta stupore che la massima autorità cittadina, il Sindaco Rossi, non fosse a conoscenza dello sbarco già iniziato. Sia chiaro che le autorizzazioni allo sbarco di “rinfuse” rientrano nella competenza dell’Ente portuale, che gode di massima autonomia in materia. È da verificare, però, se nel concedere le autorizzazioni si sia tenuto conto dei “regolamenti” e delle “ordinanze” che regolamentano tutte le attività lavorative connesse allo sbarco di rinfuse. Ritengo, in particolare, che le operazioni di “sbarco” e “caricamento”, comportando la presenza di più soggetti operanti sulla banchina, debbano essere precedute dalla notifica alla ASL ed all’Ispettorato del Lavoro del “Piano di Coordinamento e Sicurezza”. Nel merito degli aspetti ambientali è altresì evidente che le operazioni di “sbarco” e “caricamento” sono sottoposte al rispetto delle “ordinanze” già emesse dall’Autority che, fra le altre cose, prevedevano anche il lavaggio dei mezzi di trasporto in appositi impianti, subito dopo il caricamento, attraverso tramogge protette da teli e mezzi dotati di “tendine” scorrevoli per la chiusura. Si è lottato tanto e per tanti anni pur di acquisire “ordinanze” che garantissero il minore spandi-mento possibile del “polverino di carbone” che, per lustri, è stato trasportato a Cerano. Non si comprenderebbe il motivo laddove per lo sbarco del carbone e del materiale ferroso destinato al siderurgico di Taranto non si fosse assicurato il rispetto di quelle prescrizioni. Tanto più che il quantitativo giornaliero di “rinfuse” da movimentare sarebbe pari a 30.000 tonnellate al giorno e darebbe vita a circa 1.000 viaggi di trasporto al giorno, della portata di 30 tonnellate. ciascuno. Una notevole movimentazione che ha diretti riscontri sulla matrice “atmosfera” che è interessata, sia per le emissioni dei mezzi di trasporto che, in mancanza del richiamato “lavaggio”, anche per la perdita di polverino di carbone e/o di minerali ferrosi (quelli famosi e rossi di Taranto!!)».

«Appare del tutto incongruente la giustificazione relativa alla presenza di una centralina di monitoraggio in area portuale: i 1000 viaggi fra Brindisi e Taranto e ritorno, infatti, comportano una notevole produzione di emissioni inquinanti e gas serra che assumono particolare rilevanza in area urbana attesa la vicinanza all’area portuale dei quartieri Perrino, S. Paolo e S. Pietro. Dati recenti tratti dall’inventario nazionale delle emissioni atmosferiche mostrano che, a fronte di una diminuzione delle emissioni dovute alle attività di produzione di energia elettrica ed ai grandi impianti di combustione, non si è riscontrata una altrettanto sostanziale diminuzione delle emissioni dovute al trasporto su strada. Le emissioni di particolato connesse al trasporto su strada, sempre a quanto si legge sulla relazione del CNEIA, sono usualmente le più significative nelle aree urbane per quanto riguarda il PM10. In genere i veicoli con motore diesel, come quelli dedicati ai trasporti verso Taranto, emettono una quantità maggiore di particolato fine rispetto ai veicoli con motore a benzina. Questo è dovuto alla maggiore viscosità del carburante che non permette un’ottimale miscelazione con l’ossigeno e favorisce, quindi, la formazione di prodotti intermedi allo stato liquido o solido. Altrettanto certo è il legame fra la cilindrata del veicolo e la quantità del particolato prodotto: più potente è il veicolo e maggiore è la quantità di particolato prodotto, come per i mezzi destinati al trasporto del carbone. Dall’incrocio di queste due osservazioni risulta che i mezzi commerciali pesanti siano i maggior-mente inquinanti assieme agli autobus, seguiti dai commerciali leggeri e dalle automobili. In definitiva, senza stare a tediare sui numeri degli inquinamenti già potenzialmente prodotti in soli 5 giorni di sbarco delle rinfuse a Costa Morena Est (pari a 150.000 tonnellate), si ribadisce l’antiteticità dello sbarco di carbone e materiale ferroso nel porto rispetto al nuovo “modello di sviluppo” che tutti intendono costruire per Brindisi ma anche la anomalia di una procedura che ha previsto il coinvolgimento della Amministrazione Comunale a sbarchi già iniziati».

«Spetta ora al Sindaco Rossi», chiosa Francesco Magno, «verificare la possibilità di emettere una ordinanza contingibile ed urgente, in qualità di massima autorità sanitaria, per interrompere gli sbarchi già avviati laddove si prefigurasse un rischio per la salute dei cittadini».

Annunci