Pd e 5S, c’è un sottofondo comune

C’è un sottofondo culturale (si fa per dire) comune tra il Partito Democratico ed i Cinquestelle. È quello di un populismo all’italiana che in passato è covato sotto l’usbergo di un ideologismo esasperato della Sinistra riconosciuta come tale ed al contempo dello scetticismo popolare verso quella stessa Sinistra e verso la politica in genere.
Ma evitiamo, qui ed ora le complicazioni, per cercare quelle che sono le convinzioni, i modi di pensare e di affrontare la realtà del presente ed i suoi problemi. I modi di ragionare e di sragionare che sono propri di ampi strati della nostra Gente e che troppo semplicisticamente vengono liquidati (da chi ancora lo sa e lo vuole fare) solo come espressioni di una generica tendenza al sospetto ed alla diffidenza.
Prima considerazione: c’è un atteggiamento assai diffuso, non solo e non tanto tra gli strati meno colti della popolazione: non credere, diffidare, rimanere insensibili di fronte a ciò che pure è evidente. «Bisogna vedere come veramente stanno le cose… Questo è quello che ci vogliono far credere».
Come ho già detto non sono solo i lettori distratti dei giornali, le comari al mercato, la gente meno colta a ragionare (o sragionare) così.
Più o meno le stesse persone, ma con esse anche un’altra specifica categoria socialmente e culturalmente (si fa sempre per dire) più elevata: c’è in Italia chi crede a quello che non vede magari semplicemente perché non c’è.
C’è, sempre nello sragionare di questa gente, qualcuno o qualcosa “dietro le apparenze della realtà”.
C’è sempre l’ombra di miti oscuri e pericolosi, di imposizioni che vengono da lontano. Sono i “poteri forti” che, sarebbero sempre anche occulti.
Le due categorie non coincidono, ma si integrano. La seconda si impone e trova credito anche a causa della diffusione della prima.
E c’è di questa seconda devianza mentale e conoscitiva una elaborazione ed una propaganda che hanno avuto ed hanno una certa, anche se non precisa e sempre univoca origine.
Al generico “bisogna vedere bene quello che c’è dietro” dello scetticismo popolare si contrappongono e su di esso prosperano e dilagano le “dietrologie” più fortemente E follemente radicate.
“C’è dietro la “C.I.A.”, “c’è dietro la Massoneria” (magari deviata), “ci sono i Servizi Segreti” (pure deviati), “ci sono le Multinazionali” (mai deviate).
Queste dietrologie fanno parte della cultura di buona parte dei nostri giornalisti. Ma quel che è peggio sono d’obbligo nel pensiero dei nostri magistrati, soprattutto dei più noti ed autorevoli.
C’è da aggiungere che gli incolti cultori di questa dietrologia dei “poteri occulti”, cosa che equivale a tutto il residuato della Sinistra o quasi, non sono solo dei fedeli in tal modo di pensare, ma pretendono di imporne il loro credo agli altri ed additano quelli che non lo condividono come dei pericolosi portatori essi stessi di chi sa quali manovre e operazioni dietrologiche.
Oggi abbiamo al governo questi liquami della Sinistra ed al contempo quelli che pretendono di esprimere quella forma più clamorosa di populismo. Vedremo che cosa ne verrà fuori anche nel campo delle imposizioni di fedi dietrologiche.
Ma anche a questo riguardo c’è da allarmarsi soprattutto per la mancanza di una opposta cultura che rifiuti queste credenze e questi metodi. La cultura della verità, della fede autentica, della verità di ciò che è provato, del rigetto della cultura del sospetto.
Tutto ciò ha influenza diretta sulla possibilità di una vita democratica, di una società libera e liberale.
È ora di convincersene e di operare coerentemente.