Dal contratto di governo al progetto di governo

Costituito il governo M5S – PD, l’attenzione non può che concentrarsi sulle basi programmatiche con le quali esso dovrà svolgere la sua vita istituzionale. La volontà espressa dalle forze politiche protagoniste della nuova alleanza è di voler superare l’inconsueto precedente contratto di governo, per approdare al più usuale progetto di governo. Ma proprio perché si vuole evidenziare un tale diverso approccio, si pone la inderogabile necessità che la politica nazionale si apra con forza e metodo alle importanti e delicate dinamiche geo – politiche dell’attuale sistema tripolare mondiale. Esse determineranno sempre più intensamente il futuro dell’Umanità. Una concorde e chiara visione di tali dinamiche, e come rapportarsi ad esse, è condizione pregiudiziale per un efficace governo nazionale dell’Italia. Il Premier Conte ha formulato l’intendimento che il nostro Paese debba ritrovare e recuperare il ruolo di stimolo, e di guida dell’Europa politica e federale,per consentirle e garantirle (all’Europa) un autonomo ed incisivo ruolo nell’auspicato futuro equilibrio quadri polare del sistema geo-politico mondiale. E ciò anche per diradare definitivamente l’infausta dichiarazione di Salvini, quando affermava che a Mosca si trovava meglio che in certe capitali europee. Non v’è dubbio che il ruolo dell’Europa, pur in un sistema quadri polare mondiale, non potrà assolutamente prescindere da una chiara, solida e solidale alleanza atlantica; coniugata ineluttabilmente con una efficace ed incisiva partecipazione militare nella Nato. Certamente queste due ultime affermazioni potrebbero apparire rituali e scontate; mentre oggi invece è necessario riaffermare e consolidale le linee strategiche ispiratrici del rapporto positivo e privilegiato instauratisi dagli anni 50 in poi tra Usa, Canada, e paesi dell’Europa occidentale. Tutti i precedenti presidenti degli USA avevano sempre e costantemente riaffermato e perseguito la centralità strategica del rapporto con l’Europa, attraverso l’alleanza atlantica e la collaborazione militare Nato, garanzia essenziale, quest’ultima, di una difesa militare solidale degli USA verso i paesi alleati. L’alleanza politica atlantica e la comune difesa Nato venivano sistematicamente riaffermati come principi di civiltà, prima ancora che come strumenti di solidarietà politica-militare. Queste linee ispiratrici devono oggi ritornare ad essere il bene comune dei rapporti solidali tra USA ed UE ; per cui gli interessi strategici devono essere sopra ordinati rispetto alle problematiche commerciali. Il rilancio dell’alleanza atlantica e della Nato su basi più attuali restano quindi le questioni centrali delle prospettive e degli equilibri politici mondiali; che richiedono per essere efficaci , necessariamente l’affermazione di un ruolo politico globale dell’UE nello scacchiere geo – politico mondiale futuro. Purtroppo invece oggi “lo sport” preferito di USA, Russia, Cina sembra essere quello di “picconare” con insistenza e sistematicità il ruolo ed il futuro dell’UE federale e politica. L’attuale presidenza degli USA sembra voler perseguire l’obsoleto obiettivo del mantenimento di un’alleanza tra un gigante e tanti nanerottoli, perpetrando la situazione che si era venuta a creare nel dopoguerra, e che in quel contesto aveva una sua logica e razionalità. Oggi la Russia di Putin sembra caparbiamente voler riprendere le sembianze delle potenze militari dei secoli scorsi, impostando la propria strategia geo – politica sulla forza militare nucleare; dal momento che questo paese continua a presentare una consistente carenza nell’industria moderna e nelle tecnologie avanzate; d’altra parte le sue risorse energetiche minerarie sono destinate a perdere di efficacia strategica. La Russia va caratterizzando sempre più la sua peculiarità con l’incremento dell’armamento di caratteristiche sempre più offensive. In sostanza la strategia complessiva della Russia al momento si caratterizza essenzialmente per una riproposizione della politica dell’equilibrio degli armamento con gli USA, propria degli anni 70 dell’altro secolo; e sempre con l’obiettivo offensivo nei confronti dei paesi dell’Europa. L’amara realtà è che oggi i due vecchi protagonisti della guerra fredda riprendono la medesima strategia che pone in gravi difficoltà proprio l’Europa, nella sua prospettiva di attore protagonista mondiale. La Cina infine, disponendo in modo consistente della leva tecnologica, di quella militare, e di quella economica e finanziaria opera con un dinamismo in precedenza sconosciuto: il progetto “della nuova via della seta” rappresenta lo strumento molto efficace attraverso il quale questo paese cerca di affermare la sua presenza politico-commerciale nello scenario geo – politico mondiale, ed europeo in particolare. In questo senso, pur non avendo un particolare interesse (almeno così a me sembra) a penalizzare un ruolo strategico dell’UE, continua a muoversi con una forte caratterizzazione di rapporti bilaterali con i singoli paesi del continente. Eppure essa avrebbe un forte interesse strategico affinché si riequilibrasse il rapporto attuale tra gli USA ed “i nanerottoli” europei.

Ecco perché la (nuova) Alleanza atlantica e la (rinnovata) Nato devono assumere sempre più il ruolo di strumenti essenziali e fondamentali per la stabilizzazione ed il rilancio di un equilibrio mondiale di pace, di sviluppo, di rilancio e di supporto dei sistemi politici democratici. Tutto ciò postula una complessiva rinegoziazione degli accordi realizzati nel dopoguerra, per consentire per un verso il riequilibrio nei costi complessivi sostenuti per la difesa comune (la Nato), e per l’altro verso per rendere più solida e più consistente l’alleanza atlantica, che deve vedere come protagonisti non più una pletora squilibrata di soggetti, bensì gli USA e la UE. Una tale iniziativa renderebbe possibile ed auspicabile un ampio accordo di carattere tecnologico, che potrebbe con ottime prospettive contrastare la manifestata volontà della Cina di assumere nei prossimi anni il ruolo di principale protagonista nelle future e nuove tecnologie. Un ruolo accentuato è significativo dell’Europa nel sistema geo – politico mondiale rappresenterebbe la forte garanzia di una prospettiva di crescita e di sviluppo pacifico di tutto il mondo. Ma tutto ciò può avvenire se egli USA valuteranno in modo positivo la significativa presenza politica dell’Europa nello scacchiere mondiale. Gli sviluppi ulteriori di una tale dinamica strategica aprirebbero la esigenza che la UE possa essere chiamata a ricoprire uno dei posti di membro stabile nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. In questo scenario può assumere significatività un’azione dell’Italia, più che della Germania e della Francia, di sollecitazioni e di sensibilizzazione verso gli USA per il futuro dell’Europa politica e federale.
Questa indicazione, unita ad una altrettanto approfondita valutazione dei temi economici, finanziari, ed occupazionale del continente europeo, potrebbero rappresentare efficaci progetto a supporto della auspicabile Assemblea costituente Repubblicana, Liberal-democratica.

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