Riforme e ripresa economica le priorità del nuovo governo

«La crisi di Governo pare abbia trovato una soluzione nell’accordo tra M5S e PD. Probabilmente questo era l’accordo che doveva farsi all’indomani del voto del 4 marzo dello scorso anno e forse ci avrebbe risparmiato 14 mesi di una compagine incompatibile per natura politica e insostenibile per quella programmatica: soprattutto dannosa per il Paese». Così una nota politica di Eugenio Fusignani, vicesegretario nazionale del PRI.
«Per questo il Governo che si prospetta dovrà essere fondato su un programma e non costruito su un contratto. Soprattutto dovrà essere un Governo di legislatura, forte ed autorevole, per affrontare le riforme di cui ha bisogno il Paese, oltre che correggere i guasti prodotti in questi ultimi 14 mesi.
Tutto questo ovviamente per tutelare l’interesse generale del Paese, dei cittadini e delle imprese ma anche per garantire la capacità di azione di tutto il sistema istituzionale a partire dagli enti locali.
In quest’ottica, coi dubbi e i distinguo del caso, ma col senso di responsabilità che ci contraddistingue, il PRI sostiene il tentativo di Giuseppe Conte di presentare alle Camere una proposta che ottenga la fiducia e inizi a lavorare subito per le prospettive del Paese. Tra queste anche una nuova legge elettore che riporti le garanzie democratiche nelle mani degli elettori: a partire da preferenze e proporzionale.
Per quanto riguarda le nostre realtà locali, l’auspicio è quello di trovare nel nuovo Governo degli interlocutori che conoscano i nostri problemi e ascoltino con più attenzione le istanze provenienti dal territorio.
In pratica tutto quello che, almeno per le realtà Emiliano-Romagnole, è mancato negli ultimi 14 mesi, dove i problemi del territorio non solo non hanno trovato alcun riscontro nel Governo ma, spesso, sono stati strumentalizzati per scopi bassamente politici, dimenticando che ignorando un problema territoriale non si fa un danno ad un’amministrazione ma lo si fa a tutti i cittadini.
Un ultimo aspetto più squisitamente ravennate, quand’anche con riflessi regionali: l’accordo di Governo tra PD e M5S può aprire nuovi scenari sul piano locale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
In questo senso va ricordato che, soprattutto a Ravenna, occorre guardare all’appuntamento del 2021 con molta attenzione e soprattutto partendo dal rafforzamento dell’esperienza in essere. Diversamente si correrebbe il rischio di consegnare Ravenna ad avventure dannose per le prospettive della città, a partire dal porto e dal sostegno allo sviluppo economico, con particolare riferimento a quei settori che rappresentano un know-how ravennate quali Oil & Gas e Offshore.
In riferimento a questo importante aspetto economico e produttivo, invece, si legge che proprio uno dei punti cardine di accordo tra M5S e Pd sarebbe il blocco definitivo delle concessioni estrattive.
E dire che Renzi era venuto a Ravenna a sostenete le ragioni del NO per il referendum, il consigliere regionale Gianni Bessi si è fortemente impegnato per portare a OMC tre vice ministri grillini, il sindaco ha detto che Oil & Gas è risorsa fondamentale.
In questo senso diventa importante che sia proprio il sindaco, al quale va anche il merito di aver fortemente spinto per la manifestazione ravennate, riaffermare quel principio che è fondamentale per Ravenna e, in generale, per le sorti energetiche ed occupazionali del Paese.
Importante infine sarebbe che anche il segretario del PD, Nicola Zingaretti, quando verrà a chiudere la Festa nazionale dell’Unità si esprimesse con chiarezza su questi temi dichiarando se il PD attuale è ancora convinto di sostenere il settore Oil & Gas e Offshore dichiarando apertamente se sta dalla parte dei lavoratori, degli imprenditori, delle associazioni di categoria e dei sindacati (ricorda la manifestazione di Roma e quella successiva in piazza a Ravenna) oppure con i grillini.
Il PD scelga guardandosi bene dentro e intorno per non correre il rischio di allearsi con chi, in maniera ideologica e pregiudiziale, rischia di rovinare l’economia nazionale e, soprattutto, quella ravennate.
Perché se è vero che per il bene del Paese è fondamentale costruire un’alleanza per un programma di Governo di legislatura in grado di affrontare tutti nodi da risolvere e correggere i guasti di questi ultimi 14 mesi; è altrettanto vero che questo non può essere ad ogni costo e sulla pelle delle prospettive di rilancio dell‘economia e dell’occupazione. Anche dall’atteggiamento del Governo su questi temi dipenderanno le conferme delle alleanze in essere e il confronto sulle nuove da costruire, Regione in primis».

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